Modica, l’altro…belvedere?

Vi è mai capitato di dovere suggerire a qualche turista le bellezze della nostra cara città di Modica? E ditemi, chi di voi non ha indicato, tra le tante altre cose, il Belvedere o “U Pizzu” come siamo soliti chiamarlo noi indigeni?

Ecco, il “Pizzo” è stata una meta fondamentale delle mie recenti passeggiate alla “riscoperta” di Modica, in occasione delle quali ho avuto modo di raccogliere la testimonianza fotografica oggi pubblicata di seguito al Tazebao.

Ora, nonostante la bellezza del panorama non possa dirsi minimamente intaccata dal tristissimo stato in cui versa questo rione di Modica, devo anche ammettere che un minimo di attenzione e cura per questo luogo non guasterebbe affatto, come non guasterebbe l’investimento di qualche spicciolo, anche prelevato dal fondo riservato, anche a discapito di qualche lucina natalizia (eresia???). 

Un investimento che, tra le altre cose, renderebbe giustizia all’amorevole ostinazione di tanti residenti i quali, non cedendo alle lusinghe dell’appartamento “chiavi in mano”, hanno voluto sacrificare il loro tempo e il loro denaro nella ristrutturazione di quelle vecchie case affacciate su Modica. 

In nome di questi cittadini, in nome di tutti i modicani, in nome dell’orgoglio e del decoro di Modica (recentemente messo in grave imbarazzo da infelicissime missive di “felicitazioni mortuarie”), in nome delle iniziative economiche del settore turistico interessate ad investire in questo quartiere, l’amministrazione dovrebbe agire e farlo subito, piuttosto che pavoneggiarsi per il numero sbalorditivo (e palesemente inutile) di stand prenotati (a suon di quattrini!) all’Expo. 

Chi ci amministra dovrebbe impegnarsi concretamente per la città e per tutti i singoli quartieri, ponendo le premesse di un vero sviluppo a lungo termine non relegato alle costose tanto quanto effimere manifestazioni “cicco ciocco ciucco ciacco” e derivati.

Ciò premesso, mentre “passo il testimone” alle immagini, eloquenti molto più delle mie “mute parole”, vorrei cogliere l’occasione ricordando a chi ci amministra che un quartiere non lo si potrà incolpevolmente considerare “abbandonato” fino a quando ci sarà un governo cittadino disposto a curarne il decoro e la dignità, a pena di un gravissimo, ingiustificabile fallimento politico…

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