MODICA: LA POLITICA DEL “COMU VENI SI CUNTA”. Ovvero: Cappiddazzu paia sulu ppi Gnziu

Chi è genitore sa che a Modica, come in tanti altri Comuni, esistono gli insegnanti LAC, cioè i dipendenti del Comune distaccati presso le strutture scolastiche per eseguire, in forza delle loro specifiche competenze, un servizio gratuito di integrazione formativa chiamata, appunto, Libera Attività Complementare.

Per chi non è genitore è bene sapere che la gratuità di questo servizio e la passione di chi lo svolge consentono a tanti bambini, indipendentemente dal loro reddito familiare, di svolgere attività formative di svariata natura come ad esempio laboratori di arte, di attività psico-motoria, di informatica, di lingua ecc.

Ora, è accaduto che nei giorni scorsi gli studenti hanno ricevuto un foglio da sottoporre all’attenzione dei genitori, con il quale si comunicava che “a seguito di specifiche indicazioni della Corte dei Conti” il Comune di Modica non avrebbe potuto più garantire il mantenimento delle attività LAC, dovendo richiamare i rispettivi addetti presso gli uffici comunali.

Si comunicava anche che, se ce ne fosse stata adeguata richiesta, l’Ente avrebbe consentito il mantenimento del servizio per soli due ambiti disciplinari del cui finanziamento, però, i genitori si sarebbero potuti fare carico (non si comprende bene se) in tutto o in parte. Si chiedeva, quindi, di scegliere due materie di particolare interesse.

Ebbene, viene da chiedersi qual è l’utilità pratica di richiamare presso gli uffici comunali alcuni dipendenti in servizio da anni presso le scuole e che da altrettanto tempo si dedicano allo svolgimento di queste attività formative complementari, avendo acquisito una professionalità specifica in questo settore. Viene spontaneo chiedersi cosa saranno chiamati a fare in futuro questi insegnanti all’interno degli uffici comunali e con quale prospettiva di produttività.

Allo stesso modo viene spontaneo chiedere perché i genitori dovrebbero partecipare o compartecipare ad un servizio che viene svolto da dipendenti già pagati dal Comune.

Sorge il dubbio che questa specifica richiesta di contribuzione economica, la quale si pone esclusivamente a svantaggio dei bambini che appartengono alle categorie sociali più deboli, non sia una sorta di deterrente messo in atto dal Comune per spingere i genitori, soprattutto quelli meno dotati economicamente e che magari hanno diversi figli in età scolare, ad una rinuncia definitiva al servizio.

La scelta dell’Ente di chiamare i genitori alla contribuzione economica delle attività LAC deve essere fermamente stigmatizzata e criticata perché determina una sperequazione a danno di molti giovani talentuosi, a maggior ragione perché, a quanto pare, solo il Comune di Modica ha deciso di operare in questa direzione mentre altre città, ugualmente deficitarie, hanno deciso di fare economia in settori di spesa “voluttuaria” per non intaccare i capitoli di bilancio destinati al finanziamento di questo importante strumento di integrazione formativa.

Questa scelta, peraltro, mal si concilia con l’approccio gestionale di un’amministrazione che, quando ha interesse, non si preoccupa tanto né delle prescrizioni della Corte dei Conti né delle regole contabili che sovrintendono l’attività gestionale pubblica.

Già qualche giorno fa Ivana Castello ha denunciato la superficialità dell’amministrazione in ordine al cachet per il concerto dei Tinturia, a causa della quale il Comune di Modica è oggi chiamato a pagare una penale pari a più di un 1/3 del prezzo originariamente pattuito.

Io mi limito a ricordare che, con un atto di indirizzo del 10 marzo 2016, la Giunta Comunale ha dichiarato di condividere la proposta presentata (da una società perugina, ndr) per la realizzazione dell’evento (Modica Flower Show, ndr) approvandola a tal fine in linea tecnica in ordine alle modalità di realizzazione dell’evento, rinviando ogni determinazione alla compartecipazione della spesa, che sarà oggetto di apposito protocollo di intesa da stipularsi con tale Società per essere sottoposto alla successiva approvazione di spesa (cfr punto 4 delibera n. 65/2016).

Ed allora, la Giunta comunale taglia i fondi al servizio delle Libere Attività Complementari nelle scuole ma, nello stesso tempo, si assume un impegno in bianco per il finanziamento di una manifestazione il cui costo non è conosciuto.

Per le attività di integrazione formativa dei nostri figli il Sindaco si pone lo scrupolo di assecondare presunte prescrizioni della Corte dei Conti mentre per lo svolgimento di una manifestazione che gli consente, per l’ennesima volta, di fare la prima donna (non riesce a stare lontano dai riflettori), egli agisce con la logica del comu veni si cunta, non preoccupandosi dei costi né delle modalità con i quali questa spesa potrà essere pagata.

Ed in effetti,il problema non si pone perché, alla fine, c’è sempre l’acconto TARI già stabilito, con delibera di Giunta del 1° marzo 2016, nella misura del 70% delle somme accertate nel 2015, ovviamente fatto salvo il diritto al conguaglio, da calcolarsi alla luce della tariffa che sarà successivamente deliberata per il 2016.

Possiamo dirlo? Cappiddazzu paia ppi tutti! Anzi no! paia sulu ppi Gnaziu…

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