Modica, operazione “Pittore Barocco”, azzerata rete di spaccio: 9 arresti dei Carabinieri

Dieci persone destinatarie dell’ordinanza firmata dal gip Claudio Maggioni che avrebbe organizzato una rete di spaccio nel cuore di Modica per la quale però non sono emersi elementi per contestare il reato associativo.

Le indagini sono state  condotte dai militari dell’Arma iblea, e coordinate dal sostituto procuratore Andrea Sodani. Il comandante provinciale dell’Arma, il tenente colonnello Federico Reginato, ha sottolineato come in realtà i reati che derivano dalla droga comportano allarme sociale “anche perché non si esauriscono nel rapporto tra consumatore e spacciatore. Creano un indotto Indotto illegale e illegittimo che favorisce il compimenti di altra serie di reati spesso collegati, come quelli di natura predatoria predatoria, rapine, scippi”. Il pm Andrea Sodani parla di linguaggio criptico.

Il soggetto a cui faceva capo la rete, aveva una piccola impresa edile che serviva anche come copertura allo spaccio d droga pesante e leggera. “E’stata fatta una attività di tipo tecnico con forte rilevanza indiziaria: nelle conversazioni emergeva un linguaggio criptico. Si concordava incontro per la cessione della droga, gli indagati si esortavano a non parlare e il titolare dell’impresa aveva un tale appeal da farsi raggiunere per evitare il rischio del trasporto della droga. E nel linguaggio criptico – spiega Sodani – si parlava di ‘mattonelle’, ‘pietre’, ‘stato di avanzamento lavori’ privi di coerenza logica”. Tra le singolarità emerse e sottolineate anche dal comandante della compagnia di Modica Franncesco Ferrante, i pagamenti che avvenivano con ricariche di poste pay ma con un flusso contrario a quello che si sarebbe dovuto verificare. Il compendio indiziario sarebbe poi stato blindato da elementi raccolti da una quindicina di acquirenti a sommarie informazioni: gran parte hanno confermato che le conversazioni fossero finalizzate a cessione di droga ed avrebbero riconosciuto gli indagati. Nel corso dell’operazione sequestrati oltre quattro chili di droga e messi a segno una quindicina di arresti. Quest’ultima esecuzione ha portato in carcere 5 soggetti, oltre al impresario edile anche un uomo residente a Catania e considerato fornitore. A quattro persone sono stati concessi i domiciliari, per una donna invece, la decima indagata, l’obbligo di firma.

IL COMUNICATO STAMPA

Da questa notte oltre 40 Carabinieri della Compagnia di Modica, supportati dalle unità cinofile e dal Nucleo Elicotteri, stanno portando a termine un’operazione di polizia giudiziaria che ha permesso di ricostruire la rete e gli intrecci della criminalità modicana nel sempre florido settore della vendita di sostanze stupefacenti. 9 le persone arrestate (tra italiani e stranieri) di un’età compresa tra i 20 e 50 anni, destinatarie del provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Ragusa, su richiesta della Procura della Repubblica.

L’indagine da cui deriva l’operazione, denominata “PITTORE BAROCCO”, trae origine dall’attività di alcuni degli indagati, i quali utilizzavano una piccola impresa di ristrutturazione edile e di pittura per dissimulare gli incontri con il fornitore e utilizzare il linguaggio criptico per indicare la sostanza stupefacente.

L’indagine che si è protratta da Febbraio 2017 a Marzo del 2018 trae origine da una articolata attività investigativa condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Modica generatasi nell’ambito dei sevizi esterni volti alla repressione dello spaccio degli stupefacenti. In particolare l’attenzione veniva focalizzata su due personaggi ovvero NEILA Achref e  HACHAM Aziz sul conto dei quali si erano raccolti probanti elementi circa l’illecita attività che avveniva nel cuore del centro storico di Modica bassa. L’attività illecita veniva sin da subito riscontrata attraverso gli arresti eseguiti in flagranza di reato a carico degli stessi nel corso dei quali venivano sequestrati oltre 250 grammi di hashish suddivisi in due panetti e stecchette già pronte per la vendita, e nei confronti di HACHAM oltre 50 gr di hashish.

Partendo da questa efficace azione di repressione dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Modica, ma anche dalle continue segnalazioni dei cittadini preoccupati per l’incremento dello smercio degli stupefacenti nelle piazze e nei vicoli del centro, veniva dato avvio ad un’articolata attività d’indagine, che consentiva di accertare numerosissimi episodi di spaccio, come quelli messi in atto all’interno della piazza Campailla, piazza Matteotti, piazza Corrado Rizzone, nel quartiere della Vignazza, a seguito dei quali venivano segnalati all’UTG e denunciati a piede libero diversi giovani, e localizzati dei veri e propri “laboratori di spaccio”, realizzati in cantine e garage, ove veniva custodita la merce e dove spesso si realizzavano gli scambi.

Successivi periodi di osservazione e pedinamenti consentivano di individuare altri soggetti coinvolti nell’illegale commercio sulla piazza della Contea, come il pregiudicato QANTAR MOHAMED, personaggio astuto, che non solo collaborava con i due extracomunitari per la conduzione dell’attività illecita ma, a sua volta, era riuscita ad inserirsi nel tessuto sociale locale, facendosi coadiuvare da persone del luogo tra cui alcune incensurate al fine di evitare qualsiasi controllo a suo carico da parte delle forze dell’ordine. Tra queste CURTO LAURA, giovane ragazza che coadiuvava l’operato del QANTAR assicurando un luogo sicuro tra le campagne modicane ove ben occultare la sostanza stupefacente; il fratello CURTO GIOVANNI, con il ruolo di corriere, tratto in arresto per il possesso di oltre 90 grammi di marijuana; D’AMICO ROSARIO il quale,  in vesti di “collega di lavoro” arrestato poiché sorpreso con 3 kili di hashish occultati unitamente agli attrezzi da lavoro. Ebbene questi ultimi utilizzavano come copertura, l’attività d’impresa di ristrutturazioni edili e pittura intestata al Qantar, non solo per utilizzare il linguaggio criptico per indicare la sostanza, ma anche per effettuare i numerosi viaggi a Catania per reperire, acquistare e trasportare grossi quantitativi di sostanza trovando la fattiva collaborazione di DI MAURO FRANCESCO. Un ultimo fronte è quello rappresentato dai rumeni TOADER ADINA, compagna di HACHIAM AZIZ, la quale collaborava con lo stesso a reperire gli acquirenti e NICHIFOR RADU, suo connazionale e spacciatore.

Le indagini, inoltre, hanno evidenziato che gli indagati traggono il proprio sostentamento esclusivamente, tranne per alcuni, dallo spaccio degli stupefacenti, in particolare hashish, marijuana e cocaina, effettuato prevalentemente nel circondario del comune di Modica.

L’attività investigativa dell’Arma rassegnava al Pubblico Ministero della Procura di Ragusa elementi indiziari gravi e concreti sui reati per i quali si procedeva tanto da condurre all’emissione delle ordinanze cautelari eseguite, nelle quali il Giudice per le indagini preliminari concordava pienamente con quanto chiesto.

Le indagini così espletate e sfociate nell’operazione di p.g. “Pittore barocco”, consentivano di trarre in arresto, complessivamente, tra flagranza e misure cautelari 15 persone, di deferire in stato di libertà 5 persone e segnalare all’UTG di Ragusa diversi assuntori. Venivano inoltre sequestrati, complessivamente, oltre 4 kg di stupefacenti.

Attività che veniva utilizzata anche con il linguaggio criptico, per dissimulare gli incontri col fornitore. L’operazione investiva l’arco temporale dal Febbraio 2017 al marzo 2018.

Soggetti colpiti dalle misure cautelari custodiali:

  • QANTAR MOHAMMED, classe 1980 Marocchino;
  • DI MAURO FRANCESCO, classe 1978 Catanese;
  • HACHAM AZIZ, classe 1983, Marocchino;
  • NICHIFOR RADU, classe 1987, Rumeno;
  • TOADER ADINA, classe 1992, Rumena;
  • D’AMICO ROSARIO, classe 1969, Modicano;
  • CURTO GIOVANNI, classe 1981, Modicano;
  • CURTO LAURA, classe 1990, Modicana;
  • NEILA ACHREF, classe 1992, Tunisino;

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