Modica secondo Ignazio Abbate, “devo rispondere solo ai cittadini”

“Sulla gestione delle spese non devo rispondere né ai revisori dei conti e né tantomeno all’opposizione (ridotta all’osso dalle ultime elezioni amministrative), ma solo ai cittadini: decido io, perché un’amministrazione priva di decisionismo equivale a non amministrare”. Il primo cittadino di Modica, Ignazio Abbate, usa toni forti per respingere le polemiche relative alle cosiddette “spese pazze” al comune. Per Abbate “Qualcuno ha interesse a gettare fango sul sottoscritto e su una giunta che lavora 12 ore al giorno senza emolumenti, almeno fino alla fine dell’anno. Sono stanco – prosegue il sindaco – di chi chiacchiera senza sapere di cosa sta parlando e annuncio, fin da ora, querele per porre fine a questo bailamme di menzogne”. Il primo cittadino “non le manda a dire” a nessuno, neanche ad un organo che dovrebbe essere terzo e sul quale, Abbate, getta “ombre”. “Il collegio dei revisori dei conti, che solitamente è votato dal nuovo consiglio comunale, invece è stato votato dalla precedente civica assise in regime di prorogatio, avallando ogni scelta finanziaria della precedente gestione, compreso lo sforamento del patto di stabilità. Tutto ciò è a disposizione della Corte dei conti, in un faldone”. Sono consapevole – prosegue il primo cittadino – che dovremo muoverci solo nell’ambito del piano di riequilibrio della precedente amministrazione approvato dal consiglio comunale lo scorso dicembre e proposto dall’allora giunta Buscema, unica responsabile del già citato sforamento con cinque milioni di spesa corrente e altri due milioni in conto capitale”. Ignazio Abbate non vuole dubbi sulla sua attività di sindaco, precisando di voler a tutti i costi terminare il suo mandato, restando a palazzo San Domenico per i cinque anni previsti per legge, sgombrando il campo da un suo ipotizzato “salto” alla Regione. Il sindaco stronca sul nascere anche ipotesi di rimpasto in giunta: “La mia squadra – dice – resta immutata perché è composta da persone di mia fiducia e con le quali sono quasi in simbiosi. Stanno lavorando bene e non vi sono né possibilità, né motivazioni per avvicendamenti”. Sembra tramontare, quindi, l’ipotesi di nuovi ingressi in giunta. “Pensiamo invece a combattere l’evasione totale, che ha proliferato a Modica con una incidenza senza precedenti in altri comuni. Sto avviando una lotta senza quartiere agli evasori per far rinascere l’economia”. Per il primo cittadino le responsabilità gravi sono di tutte le precedenti amministrazioni. “Perché non sono mai state messe a ruolo le concessioni edilizie per far pagare le tasse a chi di dovere? Nel Modicano insistono ben 1600 case fantasma, una vergogna che ha finora contraddistinto Modica quale unico comune in Italia, unitamente al far-west sulla gestione del suolo pubblico, che neanche Enel e Telecom hanno mai pagato”. Tornando sulle “spese pazze”, il primo cittadino sgombera il campo da equivoci. “Tutti gli atti che decido con delibera di giunta passano al vaglio della segreteria generale che ha l’ultima parola, fermo restando che gli atti di spesa sono di competenza dell’amministrazione e non del consiglio comunale, che si occupa degli atti d’indirizzo. Sono consapevole d’essere sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei conti e difatti ho la coscienza tranquilla, sulla circostanza cristallina d’essere a posto sotto ogni profilo. Le somme vincolate non sono state toccate per altri fini e non potrebbe essere altrimenti, chi sostiene il contrario senza atti alla mano sarà querelato. Per quanto riguarda il finanziamento alla banda musicale che tanto scalpore ha destato – dichiara -, ebbene ho stipulato una convenzione triennale (perché è di mia competenza, e non del consiglio) per 90mila euro presi da trasferimenti statali e regionali, non di certo da somme vincolate, risparmiando mille euro ad evento (e sono ben 40 spalmati su un anno) rispetto al passato, quando la banda veniva pagata per singola manifestazione fino a mille 800 euro”. Abbate precisa che si doterà a breve di un nucleo di valutazione per controllare in maniera costante la macchina burocratico amministrativa, già depauperata da 18 costosi dirigenti “per fare ben presto di Modica un bolide da Formula 1, perché la città – conclude il sindaco – non è morta e, anzi, risorgerà dalle ceneri di questa forzata austerity”.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

5 COMMENTI

  1. Si può’ non rispondere all’opposizione, ma ai revisori dei conti credo che si abbia l’onere di rispondere. Il decisionismo sarà’ sicuramente apprezzabile purché’ sia rispettoso delle regole e delle leggi.

  2. Un classico esempio di delirio dell’onnipotenza. Così come i vari capi e capetti, a livello nazionale e regionale, insegnano ai loro accoliti, ecco che come d’incanto gli effetti dei loro insegnamenti si ripercuotono a livello locale.

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