Modica, “Vi racconto il metodo Abbate…”

Sig. Ballarò, circa un mese fa Lei è stato oggetto di un attacco da parte dell’assessore Pietro Lorefice

Premetto che io non conosco personalmente l’assessore Lorefice né l’ho mai incontrato.

I fatti sono questi: il 12 giugno scorso ho pubblicato su La Spia.it un articolo nel quale raccontavo di una missione dell’Assessore Lorefice a Bastia Umbra, dove lo stesso si era recato per rappresentare Modica ad una mostra bovina e ciò nonostante non avesse alcuna specifica delega assessoriale in materia di agricoltura e zootecnia. Ho stigmatizzato una spesa, per quella missione, che ritenevo incomprensibile per non dire voluttuaria visto che l’assessore non ha competenze sul tema.

Il 19 giugno, Lorefice ha inviato una nota alla redazione de La Spia.it nella quale ha giustificato, a suo modo, le ragioni della missione umbra ma non si è limitato solo a questo. A conclusione della nota, infatti, mi ha invitato ad essere sempre preciso nei miei commenti e non solo per richiedere al Comune contributi per la pubblicazione dei miei libri o per la ricerca di un posto di lavoro.

Mi scusi, ma a che cosa si riferiva l’assessore?

Beh, per rispondere alla sua domanda devo prima precisare che il Lorefice si riferiva a fatti di cui egli non aveva notizia diretta e dei quali solo una persona poteva averlo informato.

E cioè?

Il Sindaco Abbate.

Le spiego.

Nel settembre del 2014 ho ricevuto una telefonata di convocazione a S. Domenico da parte del primo cittadino, con il quale non avevo mai avuto rapporti.

Il giorno concordato è avvenuto questo incontro. Dopo aver chiesto come fosse venuto a conoscenza del mio numero di telefono e quale fosse il motivo del colloquio. Abbate mi ha spiegato di avere chiesto il mio recapito ad un amico comune, perché era interessato a discutere con me di alcuni miei articoli a suo parere eccessivamente critici nei confronti dell’amministrazione comunale.

Come furono i toni della chiacchierata? Avete discusso animatamente?

No, anzi. Abbiamo parlato, devo dire molto serenamente, per oltre due ore. Abbate si è messo a disposizione per fornirmi tutti gli atti relativi alle questioni che intendevo approfondire e mi ha anche promesso che avrebbe subito predisposto i lavori di rifacimento della Via Resistenza Partigiana, del cui pessimo stato di manutenzione avevo più volte parlato nei miei articoli.

Ma la strada è ancora dissestata.

Infatti, mi è stato detto che nel giro di 2 settimane si sarebbe risolto il problema. Sono trascorsi 10 mesi e ancora non se ne parla.

Capisco, ma i fatti di cui ha parlato Lorefice?

Bene, alla fine dell’incontro Abbate mi ha fatto i complimenti per un un opuscoletto che avevo pubblicato qualche tempo prima sul tema dell’approccio dei giovani ad internet, Il primo cittadino ha continuato dicendo che avrebbe avuto piacere che fosse divulgato tra i ragazzi delle medie inferiori e che, avendo a disposizione un capitolo di spesa inutilizzato di cinquemila euro, avrebbe provveduto a fare ristampare, con il mio consenso, un certo numero di copie del libricino in questione, ovviamente a spese del Comune.

Ho rifiutato la proposta sostenendo che avrei avuto più piacere di regalare, a mie spese, al Comune un centinaio di copie del libro.

Quindi non è vero che lei ha chiesto soldi al Comune per fare pubblicare la sua opera?

Assolutamente no! Anzi, tutto il contrario! Il Sindaco voleva “offrire” le copie ma io ho decisamente rifiutato!

E poi? Cosa è successo?

Tramite una dirigente scolastica ho avuto modo di fare un convegno presso una scuola di Modica, per parlare dei temi trattati in quell’opuscolo. L’iniziativa ebbe un discreto successo. Era presente anche il Sindaco al quale ho dato la mia disponibilità a fare, del tutto gratuitamente, altri incontri presso altre scuole. Ritenevo questa soluzione assai più dignitosa per me ed economicamente non gravosa per l’Ente.

Quindi?

Dopo alcuni mesi di assoluto silenzio, intorno al febbraio 2015, mi sono recato al Comune per sollecitare il rifacimento della Via Resistenza Partigiana, ancora in stato di abbandono, che per avere notizia in merito a quella proposta di incontri nelle scuole. Abbate mi ha riferito che per aggiustare la strada avremmo dovuto aspettare la fine delle piogge mentre per gli incontri avrebbe convocato me e i dirigenti scolastici per stabilire il relativo calendario.

 Quando sono stati fatti questi incontri?

Ma lei chiese un aiuto al Sindaco per trovare un lavoro?

Assolutamente no!

In realtà è successo che, parlando in via amichevole, venne fuori che avevo lasciato il mio posto di lavoro. Appena saputo questo fatto Abbate mi ha chiesto se avevo già un’altra occupazione e si è messo a mia disposizione per sollecitare qualche amico imprenditore.

Effettivamente, dopo qualche settimana, ho ricevuto da Abbate un sms con un numero di telefono, da contattare per un colloquio.

E lei che fece?

Beh! In mancanza d’altro ho telefonato per fissare un appuntamento, ma quando sono andato a parlare con questo imprenditore ho dovuto prendere atto che quest’ultimo non aveva alcuna esigenza  di assumere personale.

Allora perché ha accettato di incontrarla?

Non lo so. Posso immaginarlo, però…

E a quel punto che cosa ha fatto?

Sentendomi preso in giro ed avendo compreso il vero intento di Abbate, ho tentato diverse volte di contattarlo telefonicamente per pregarlo di non interessarsi più delle mie questioni personali, ma non ha mai risposto. Era tardi, aveva ottenuto il suo risultato.

In  che senso scusi?

Adesso glielo spiego. Prima però vorrei chiarire che, di fronte all’impossibilità di parlare telefonicamente, sono stato costretto ad inviare alcuni messaggi con i quali dichiaravo che facevo volentieri a meno delle sue prese in giro e dei suoi tentativi di addolcire le mie posizioni giornalistiche.

Sì, va bene, ma non comprendo ancora quale fosse il risultato che Abbate voleva ottenere.

Mi sembra di una chiarezza lapalissiana. Il Sindaco mi ha agganciato per il tramite di amici, che sono anche suoi stretti collaboratori, ed ha tentato di intrecciare con me rapporti di natura, per così dire, amicale, per acquistare il mio favore, la mia solidarietà, il mio sostegno pubblico e, quindi articoli positivi per lui e per la sua amministrazione.

E c’è riuscito?

Assolutamente no! Io non sono uno che si fa “comprare” con una proposta di pubblicazione né con la promessa un tozzo di pane. La replica di Lorefice dello scorso 19 giugno è la prova che io ho capito dove mi volevano portare. Ho scelto di rimanere uno spirito libero. Anzi, quella replica dimostra che il “metodo Abbate” contempla sempre due strumenti alternativi di raggiungimento del medesimo obiettivo.

E cioè?

Se avessi accettato in pieno le lusinghe ed i “favori” del primo cittadino e mi fossi “allineato” tra i ranghi dei suoi sostenitori non ci sarebbe stato l’intervento del 19 giungo. Ma siccome ho fatto una scelta di libertà, criticando pubblicamente l’operato della giunta, ecco che è arrivata la ritorsione, sotto forma di denigrazione pubblica. L’obiettivo, comunque, rimane lo stesso: impedire critiche all’operato dell’amministrazione e tacitare le voci libere della città.

Lei si sente danneggiato dalle parole di Lorefice?

Io mi sento ferito come cittadino. A prescindere dalle azioni  legali nei confronti di Lorefice, per le quali ho già dato mandato ai miei legali, credo che questa storia rappresenti un vulnus alla convivenza democratica.

Pensare che a Modica il mandato elettivo viene esercitato per creare intrecci relazionali al solo scopo di costruire un sistema di “subalternità” o, che è peggio, di “ricattabilità spicciola”, mi preoccupa non poco.

Mi rendo conto, sulla mia pelle, che l’amicizia di un politico non è un fatto gratuito ma richiede un prezzo: il silenzio.

Io questo prezzo non lo voglio  pagare, perché mi sono sempre sforzato di essere un uomo libero, oggettivo, sereno nei giudizi ma severo quando è necessario esserlo.

Continuerà a scrivere?

Lo sto già facendo e lo farò in futuro, a prescindere da chi saranno i nostri amministratori.

Le faccio i migliori auguri

Grazie, ma credo che sia la città a doversi meritare un grosso “in bocca al lupo”…

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