Modica, la via breve di Ignazio Abbate

I lavori di manutenzione del ponte Guerrieri hanno scatenato polemiche molto accese in città, a partire dall’adozione di un piano del traffico tragicamente imploso per l’ostinazione della Giunta di non ascoltare le osservazioni e i suggerimenti di circa 60.000 cittadini modicani e, successivamente, per le uscite infelici del Sindaco il quale, dopo essersi intestato i meriti di un’opera di competenza non sua e dopo avere dato informazioni non coerenti con le previsioni contrattuali dei termini di riapertura del viadotto, ha anche ritenuto di organizzare una vera e propria inaugurazione, invitando i cittadini a tagliare il nastro per un ponte che c’è da 50 anni!

C’è, poi, un dato politico che io ritengo assai significativo ed emblematico dell’esperienza e della cultura amministrativa abbatiana, estrinsecatasi nel modo con cui il Sindaco ha affrontato il problema dell’apparente rinvio della apertura del ponte dal 15 al 22 settembre.

Ed infatti, se la riapertura delle scuole, in concomitanza con la chiusura del ponte, avrebbe fatto andare in tilt il già martoriato traffico modicano, occorre sottolineare che tale ultima circostanza non poteva essere considerata solamente un rischio, rispetto al quale il Sindaco e il suo assessore avrebbero dovuto comunque prepararsi, quanto piuttosto una realtà, atteso che la riapertura del ponte era contrattualmente prevista per il 15 ottobre e che la diversa data del 15 settembre, di cui, peraltro, ha parlato sempre e solo il Sindaco, rappresentava una mera ipotesi di anticipazione dei lavori, non garantita da null’altro se non dalla buona volontà degli operai (i veri eroi di questa storia…) che hanno lavorato in modo eccezionale per venire incontro alle esigenze della città.

Per come si sono evoluti gli eventi, quindi, pare che il Sindaco e il suo assessore, sebbene consapevoli dei reali termini contrattuali e dei rischi connessi, abbiano continuato a ciurlare nel manico, giocando sull’equivoco delle date, forse ritenendo che una qualsiasi  soluzione al problema sarebbe stata accettata (se non subita) dai modicani.

E’ accaduto, quindi che, nell’incapacità di analizzare un problema e di risolverlo, ci si è limitati a firmare un’ordinanza di rinvio dell’apertura delle scuole, scaricando però le conseguenze di questa “non scelta” sulle famiglie, sulle scuole, sugli studenti (che per ironia della sorte non potranno fare “ponti” a causa del ponte…) sul corpo docente.

Piuttosto che intraprendere la strada più difficile, quella che dimostra le reali capacità programmatiche ed operative di un buon Amministratore (al di là della semplice manutenzione ordinaria di una lampadina o di un tombino) il Sindaco ha scelto la via più breve, la strada “pic indolor”, la via che risolve il sintomo del problema senza eliminarne la causa.

Eppure non sarebbero mancati, negli ultimi 8-12 mesi, né il tempo né le idee per vivere questa esperienza senza le lunghe code e i tanti disagi che, comunque, ci sono stati e che sono stati sopportati anche fin troppo pazientemente dai modicani.

Ora, io non so se con questa amministrazione e se durante questa legislatura ci si assumerà l’onere di delineare e realizzare un nuovo e diverso profilo della viabilità cittadina, ma mi rendo conto che questa esperienza ci ha messo tutti di fronte a un bivio, imponendo a tutta la città di assumere scelte definitive in materia di traffico e viabilità e di farlo tempestivamente

Credo che i partiti cittadini (il PD modicano in primo luogo) e tutti i consiglieri comunali abbiano il dovere politico di incalzare l’amministrazione su questo spinosissimo problema. In mancanza anche questi ultimi si dovranno considerare correi dei danni prodotti e se ne assumeranno le responsabilità politiche.

Credo che il tempo delle riflessioni sia finito.

Credo, per il futuro di Modica, che occorra una “politica del fare” realmente partecipata e aperta alle idee di tutti e soprattutto veramente praticata…non solo predicata!

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