Monsignor La Placa ordinato Vescovo di Ragusa

Ha voluto salutare le autorità locali, monsignor Giuseppe La Placa, intrattenendosi con loro ufficialmente, prima di rientrare al Vescovado di Ragusa da dove è partita la solenne processione che ha dato inizio alla cerimonia della sua ordinazione a Vescovo e di inizio del ministero pastorale nella Diocesi di Ragusa. La chiesa si è fatta quartiere per le norme anticovid. I fedeli sono stati disposti nel sagrato e nella piazza sottostante la cattedrale di San Giovanni a Ragusa dove alle 18 è iniziata la celebrazione dell’ordinazione episcopale a vescovo di Ragusa, di monsignor Giovanni La Placa, conferita dal vescovo di Caltanissetta Mario Russotto e che ha come consacranti, l’arcivescovo metropolita di Catania, Salvatore Gristina (presidente Cesi), Francesco Lomanto, arcivescovo metropolita di Siracusa ed il vescovo emerito di Ragusa, Carmelo Cuttitta. Dopo la proclamazione del Vangelo il cancelliere ha dato lettura, da protocollo, del mandato di nomina, contenuto nella Bolla papale. Poi monsignor Russotto ha pronunciato l’omelia rivolgendosi direttamente a Giovanni La Placa. “In simplicitatae cordis” il motto scelto dal nuovo vescovo di Ragusa, il sesto della storia della Diocesi iblea nei suoi cent’anni di vita. Nel 1921 veniva ordinato sacerdote monsignor Francesco Puglisi primo vescovo ausiliare della congiunta Diocesi di Ragusa-Siracusa. Nel suo intervento, Russotto ha voluto ricordare le due donne sante di Ragusa, Madre Candida dell’Eucaristia e la beata Maria Schininà. “La Diocesi deve imparare da queste due donne e tu vescovo devi andare alla scuola di queste due donne. Il tuo motto viene dal libro della Sapienza che ti impone come cercatore di Dio nella semplicità del cuore e del comportamento, ma con la verità di Dio perché il Vangelo è uno e questo Vangelo ti sarà messo sul capo affinché possa essere tua casa e dimora”. Momenti di commozione da parte di monsignor Russotto che prima di concludere l’Omelia ha incitato monsignor La Placa ad essere saldo pastore della comunità iblea: “Lasciati accarezzare l’animo dalla vergine Maria che è tua madre perché lei ti mostri Gesù, pastore di bellezza affinché tu possa esserne riflesso per questa comunità”. Ne è seguita la formula di ordinazione, culminata con l’unzione del capo con l’olio crismale, la consegna del Vangelo, l’anello, la mitra e il pastorale al termine della quale monsignor La Placa, da questo momento Vescovo di Ragusa si insedia nella “cattedra”. Grande emozione scaturita nell’abbraccio tra le lacrime con monsignor Russotto. E la commozione di mamma Giuseppa, papà Rosario, e i fratelli Antonio e Gandolfa assieme al nipote Edoardo, che hanno seguito il loro congiunto, oggi vescovo di Ragusa, dal primo banco della navata centrale. 

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