Morte sul lavoro ad Acate, operaio condannato con rito abbreviato

Una condanna, una assoluzione e un rinvio a giudizio per la morte di Giuseppe Città, 50 anni, deceduto a seguito di un incidente sul lavoro il 4 luglio del 2017 ad Acate, in provincia di Ragusa. L’uomo lavorava in una cava di sabbia della ditta “Treelle” di Piano Colla. Le  indagini che vennero effettuate dai carabinieri e dal personale dello Spresal con il coordinamento del sostituto procuratore Gaetano Scollo accertarono che Giuseppe Città precipitò da un’altezza di sei metri mentre stava cercando di manutenere un nastro trasportatore e nella caduta rimase trafitto da un oggetto contundente. Omicidio colposo in concorso e una lunga serie di violazioni in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro quello di cui erano accusati il legale rappresentante della ditta, Claudia Sonia Xerra, l’amministratore di fatto e socio di maggioranza, Giovanni Longo e l’operaio N. L. che al momento della tragedia si trovava assieme a Giuseppe Città e che avrebbe azionato un mezzo meccanico non idoneo, per sollevare Città fino a portarlo all’altezza della manutenzione da effettuare. Qualcosa non andò per il verso giusto e Città precipitò al suolo. Il gip Ivano Infarinato, presso il Tribunale di Ragusa, ha condannato con rito abbreviato a due anni di reclusione N.L., difeso dall’avvocato Isabella Linguanti, applicando anche la sospensione della pena; ha assolto con formula piena Giovanni Longo, difeso dall’avvocato Vittorio Melfi ed ha rinviato a giudizio Claudia Sonia Xerra difesa dall’avvocato Maria Concetta Mazzei, fissando la data della prima udienza del processo con rito ordinario, al prossimo 11 febbraio 2020. Sono cinque le parti civili che si sono costituite attraverso l’avvocato Francesco Vinciguerra per le quali il giudice ha stabilito una provvisionale di 15.000 euro ciascuna. 

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