Un Natale, riveduto e corretto…

E’ veramente difficile tirare le somme di un anno trascorso e vissuto come questo 2014.

Siamo alle porte del S. Natale ed in un ”ipotetico” albero che rappresenti il nostro quotidiano quante cose avremmo da mettere che possano decorarlo?

In questi lunghi  dodici mesi ciascuno di noi ha sperato, lottato, vissuto, rimpianto.Quante idee, quante critiche, quante parole e che pensieri.Per ogni giro di abete una decorazione, alcuni hanno desiderato una casa, c’e’ chi ha pregato per una guarigione, chi ha cercato lavoro, alcuni hanno chiesto soltanto serenita’, c’e’ chi ha gridato aiuto, qualcuno si e’ convertito, c’e’ chi ha mollato tutto altri invece sono tornati indietro sui loro passi.
Quante volte poi, con la testa fra le mani abbiamo cercato soluzioni, idee, alternative e quante altre ahime’ ci siamo arresi per sfinimento.
Cadenzata come un orologio, instancabile la nostra vita, il nostro caffe’ mattutino, un saluto fugace e la corsa ”sgomitando” su questa affollata quotidianita’.
Siamo giunti quasi al centro del nostro ipotetico albero e riusciamo persino a fermarci rapiti dalle lucine poste in maniera precaria attorno ai rami della nostra esistenza, e’ Natale ci diciamo!! Non piu’ la festa del consumismo, gia’, che gran bella riflessione, anche questa etichetta posta sulla stella nella punta piu’ alta del nostro abete e’ stata spodestata in tutta la sua vanita’.
A dire il vero, non siamo ancora sicuri di quali decori dobbiamo riempire il nostro albero, abbiamo dato la giusta pesantezza alla base, ci siamo soffermati quasi a centro ed ora che la nostra opera e’quasi compiuta, pronta per essere mostrata al mondo intero, non riusciamo a trovare quanto di piu’ leggero e piccolo andrebbe posto in alto, ci sforziamo, pensiamo, ci guardiamo intorno e non riusciamo a trovare nulla di adatto.
Improvvisamente veniamo distolti da una vocina, da una piccola mano che afferra i nostri jeans, qualcuno chiede la nostra attenzione. Ci chiediamo cosa abbia di cosi’ importante tanto da impedirci di continuare nella nostra ardua impresa, proprio nel momento in cui non abbiamo ne tempo ne risorse, ma i suoi occhi ed il suo tono ”frizzante” sono piu’ dirompenti di qualsiasi impegno da concludere e cosi’ sorretto dalle sole dita dei piedi, con una mano minuscola due occhietti sgranati guardandoci dal basso verso l’alto esclama : questo albero e’ bellissimo siete stati veramente bravi a decorarlo. A dirla tutta, non e’ proprio un bell’albero, e’ cosi’ pesante, confusionario, imperfetto ma soprattutto incompleto, cosa puo’ condizionare a tal punto l’opinione di un bambino nei confronti di una cosa cosi brutta?
AMORE, FELICITA’, STUPORE, PUREZZA, con questi quattro giri di ”decori” abbiamo concluso il nostro ipotetico albero, e per quanto sia stato ingombrante, scomodo e a tratti pesante abbiamo capito grazie a quel bambino che per concluderlo occorreva qualcosa che abbiamo cercato ma non trovavamo anche se piccolo leggero ed ovvio. Auguro a tutti voi un albero ”ipotetico” dentro il vostro cuore e fra le vostre famiglie, un albero che anche se a tratti puo’ sembrare imperfetto alla fine possa racchiudere nella parte piu’ alta amore, felicita’, stupore e purezza.

E se, un desiderio e’ concesso esprimere per questo Santo Natale, auguro a voi e a me, di fare per una volta nella vita, la cosa che piu’ ardentemente desideriamo piuttosto che quella che ci viene concessa.

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Alessia Sudano , classe 1976 Modicana di adozione ma Catanese nel DNA. Da numerosi anni si occupa di Marketing strategico o come lo definisce simpaticamente lei “Emozionale” Curiosa, allegra, intransigente, testarda, moglie , madre e donna in carriera, tratta la vita alla sua maniera ( a colpi di sorrisi). Da sempre impegnata nel sociale, adora gli animali, ama dipingere scrivere e ascoltare la musica (solo quella giusta) Si cimenta in questa nuova avventura “Punti di svista” perché a quanto pare ed a suo dire ,ci sarà sempre qualcosa che merita attenzione e che non ha la giusta considerazione. In cantiere per lei un libro a quanto si vocifera autobiografico. La sua massima? Parlate da uomini saggi, comportatevi come gente comune…….

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