‘Ndrangheta: clan Tripodi, Dda chiede sette condanne e 46 anni di carcere

Pene complessive ammontanti a 46 anni di carcere sono stati chiesti oggi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia nei confronti di 7 presunti esponenti del clan Tripodi di Vibo Marina e Porto Salvo nel corso del processo nato dall’operazione antimafia Libra.

Al termine della requisitoria, il pm della Dda di Catanzaro, Pierpaolo Bruni, ha chiesto 12 anni di reclusione per Francesco Comerci; 9 anni e 2mila euro di multa per Antonio Chiarella; 7 anni e 12mila euro di multa per Daniele Marturano; 6 anni e 10mila euro di multa per Raffaele Acanfora; 4 anni di carcere ciascuno nei confronti di Giovanni Aracri, Cristian Sicari e Roberto La Gamba. Richiesta di assoluzione il pm ha invece formulato nei confronti dell’imputato Orazio Mantino di Vibo Marina. Associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, usura, frode nelle pubbliche forniture ed estorsione i reati, a vario titolo, contestati dal pm Bruni.

Nel mirino del clan, che avrebbe esteso i suoi affari anche a Roma ed in Lombardia, ci sarebbero stati anche i lavori del post alluvione del 2006 a Vibo Marina. L’operazione era scattata nel maggio 2013 ed altri imputati del clan sono gia’ stati condannati in altro processo celebrato con il rito abbreviato. Comune e Provincia di Vibo Valentia figurano quali parti civili.

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