‘Ndrangheta: Dda riapre il caso della morte di Tita Buccafusca, moglie del boss Pantaleone Mancuso

La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha istruito una nuova inchiesta sulla morte di Tita Buccafusca, moglie del boss della ‘ndrangheta Pantaleone Mancuso, detenuto in regime di 41 bis.

Apparentemente la donna si sarebbe suicidata, ingerendo dell’acido muriatico, ma il pm Camillo Falvo, disponendo una serie di quesiti sul quadro emerso dall’esame autoptico, indaga sull’ipotesi di omicidio.

La notizia e’ stata data questo pomeriggio nel corso della trasmissione dell’emittente locale “LaC” “I fatti in diretta”, condotta da Pietro Comito, dedicata anche al caso di Maria Chindamo, la donna di Laureana di Borrello (Rc) scomparsa lo scorso 6 maggio tra Limbadi e Nicotera, e al giallo relativo alla morte di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte, i due netturbini assassinati per caso il 24 maggio del 1991 a Lamezia Terme (Cz).

Tita Buccafusca mori’ il 18 aprile 2011 all’ospedale di Polistena (Rc). Due giorni prima aveva ingerito dell’acido muriatico nella sua casa di Nicotera Marina (Vv). La sua morte, secondo l’ipotesi al vaglio della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, dopo quasi un lustro dall’archiviazione dell’inchiesta per istigazione al suicidio, sarebbe strettamente correlata alla fuga della donna dalla casa coniugale, avvenuta un mese prima della morte, per chiedere riparo e protezione allo Stato

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