‘Ndrangheta: torna in carcere il boss Carmine De Stefano

Carmine De Stefano, 47enne di Reggio Calabria, esponente di primissimo piano della omonima cosca di ‘ndrangheta, e’ stato arrestato oggi dagli agenti della Squadra Mobile reggina diretta da Francesco Ratta’  e dal suo vice Fabio Catalano, che hanno eseguito un provvedimento della Procura Generale presso la Corte d’Appello che ripristina la carcerazione per associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti, delitti commessi tra Calabra e Milano tra la seconda meta’ degli anni 80 e i primi anni 90. L’uomo deve scontare un residuo di pena di 2 anni, 9 mesi e 28 giorni di reclusione. Figlio del defunto Paolo, capo indiscusso della ‘ndrangheta reggina, la cui uccisione nell’ottobre 1985 scateno’ la seconda guerra di mafia, Carmine De Stefano inizio’ la latitanza il 3 ottobre 1994, quando si sottrasse all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura di Milano per gli stessi delitti per i quali ora deve scontare il residuo di pena. Coinvolto nel maxi processo Olimpia, con l’accusa di associazione mafiosa e duplice omicidio, fu condannato per il solo delitto associativo alla pena di 8 anni, poi ridotti in appello a 4 anni e 8 mesi. La sua latitanza termino’ l’8 dicembre 2001, quando la Squadra Mobile di Reggio Calabria lo catturo’ in un appartamento del popoloso quartiere di Arghilla’, alla periferia nord della citta’. Lo scorso 9 giugno era stato scarcerato per fine pena, ed era stato sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Reggio Calabria. Adesso, a seguito di vari ricorsi, anche per Cassazione, relativi all’applicazione dell’istituto del reato continuato, la Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria ha rideterminato la pena che doveva scontare, per tre sentenze di condanna, in 18 anni, 3 mesi e 14 giorni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici, quindi ha disposto una nuova carcerazione in virtu’ del calcolo tra quanto finora scontato e la pena inflitta.Figlio del defunto Paolo, capo indiscusso della ‘ndrangheta reggina, la cui uccisione nell’ottobre 1985 scateno’ la seconda guerra di mafia, Carmine De Stefano inizio’ la latitanza il 3 ottobre 1994, quando si sottrasse all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura di Milano per gli stessi delitti per i quali ora deve scontare il residuo di pena. Coinvolto nel maxi processo Olimpia, con l’accusa di associazione mafiosa e duplice omicidio, fu condannato per il solo delitto associativo alla pena di 8 anni, poi ridotti in appello a 4 anni e 8 mesi. La sua latitanza termino’ l’8 dicembre 2001, quando la Squadra Mobile di Reggio Calabria lo catturo’ in un appartamento del popoloso quartiere di Arghilla’, alla periferia nord della citta’. Lo scorso 9 giugno era stato scarcerato per fine pena, ed era stato sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Reggio Calabria. Adesso, a seguito di vari ricorsi, anche per Cassazione, relativi all’applicazione dell’istituto del reato continuato, la Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria ha rideterminato la pena che doveva scontare, per tre sentenze di condanna, in 18 anni, 3 mesi e 14 giorni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici, quindi ha disposto una nuova carcerazione in virtu’ del calcolo tra quanto finora scontato e la pena inflitta.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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