“Non sparate, siamo carabinieri”: così la camorra uccise Ganci e Pignatelli

“Non sparate, siamo carabinieri”. Ed invece la pioggia di fuoco dei killer di mafia e i due corpi dei militari riversi a terra in un lago di sangue.

Quella sera Carmelo Ganci e Luciano Pignatelli, due giovani appena ventenni, erano usciti per una passeggiata, liberi dal servizio. Ascoltavano dallo stereo della loro macchina una canzone ma, all’improvviso, arrivò la segnalazione di una rapina e l’avvistamento della macchina dei camorristi. L’inseguimento e poi la morte.

Ammazzati a sangue freddo, il 5 dicembre 1987, 33 anni fa.

Ammazzati e dimenticati. Un destino ignobile, una doppia morte. Ecco un ulteriore motivo per condividere il loro ricordo.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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