Non tutti i mali vengono per nuocere, ma noi dobbiamo metterci il nostro…

Dopo il Tribunale, perdiamo anche l’istituto penitenziario. Peccato però, perché a differenza di quanto accade a Ragusa e in tante altre strutture italiane, a Modica si è effettivamente perseguita e realizzata, con spirito di grande civiltà, la funzione rieducativa della pena, attraverso un bel progetto che ha impegnato i detenuti a fare da guida all’interno del chiostro, con risultati assolutamente apprezzabili.

Continua, quindi, un inesorabile e devastante percorso di depauperamento, che ha già ridotto a “paese” quella che, almeno fino ad oggi, è sempre stata considerata una città.

Continua quello che il senatore Concetto Scivoletto, qualche giorno fa, ha definito un “profondo declino” dovuto a due fattori concomitanti e speculari: la grande capacità competitiva delle città limitrofe (legge speciale per Ibla, aeroporto di Comiso, Zona Franca di Vittoria ecc.) e contestualmente l’incapacità di Modica di essere altrettanto aggressiva sul mercato e di proporre soluzioni adeguate per resistere alla concorrenza dell’offerta culturale, economica e turistica.

Un declino di fronte al quale la nostra attuale classe dirigente sembra impotente anzi, direi, assuefatta all’idea stessa che la storia è questa e non si cambia, perché a Roma tutto è deciso.

Mi si permetta allora di immaginare che se oggi ci fossero i tanti politici del passato che hanno fatto grande la nostra storia, a Roma si sarebbe riflettuto seriamente e a lungo prima di trattare Modica come si sta facendo. Probabilmente quei politici avrebbero ingaggiato una battaglia senza sosta a difesa dell’onore e del decoro della loro città, mentre i nostri attuali rappresentanti preferiscono cedere aprioristicamente le armi per attuare un “piano B”, molto meno impegnativo e sicuramente più proficuo sul piano elettoralistico, e cioè la realizzazione di un “consorzietto fai da te”, voluto non solo dal primo cittadino ma caldeggiato, a mio avviso in modo miope e senza grandi prospettive, anche dai partiti di opposizione (penso, tra gli altri, al PD modicano). Un’“armata Brancaleone”, una manciata di paeselli minori, rispetto ai quali Modica assumerebbe il ruolo di capofila solo perché è la legge regionale che lo stabilisce secondo il criterio del maggior numero di abitanti. E siccome “in un mondo di ciechi chi ha un occhio è Re”, la nostra furbetta classe dirigente cerca di captare il consenso parlando alla pancia delle persone, magari alimentando uno sbagliato sentimento di vendetta contro presunti “scippi” ragusani e senza tenere conto che il rifiuto del dialogo con i nostri più vicini competitors, a prescindere dalle scelte che ognuno ha legittimamente intenzione di fare, porta all’isolamento e che l’isolamento porta solo guai.

A titolo di esempio, ricordo che nei giorni scorsi il Sindaco Piccitto, forse più accorto e realista di Abbate, ha stretto alleanza con Catania nella creazione del Comitato scientifico del Sud Est all’interno del quale la città di Ragusa si appresta a ricoprire, quale ente fondatore, un ruolo di primo piano. Non credo che ci sia altro da dire. Pazienza!

Premesse queste mie riflessioni personali, in quanto tali opinabili e senza la pretesa della verità assoluta, e tornando al tema, possiamo comunque rallegrarci dell’imminente restituzione al pubblico di uno dei presidi culturali, storici e turistici più importanti di tutta la Sicilia e cioè l’ex convento di Piano del Gesù, con il suo bellissimo chiostro.

In merito credo che occorra agire subito, individuando tutti i fondi necessari per il recupero e la fruibilità della struttura, anche allo scopo di rivalutare l’intero quartiere, al quale, non me ne vogliano gli altri, tengo particolarmente per i tanti ricordi di infanzia che mi legano ad esso.

Credo che, coinvolgendo tutte le istituzioni, le autorità competenti, i cittadini, i commercianti, gli imprenditori locali, in un grande progetto di solidarietà cittadina, si possa e si debba agire prima che la struttura venga definitivamente dismessa dall’amministrazione penitenziaria, per evitare che, chiuso il carcere, anche questo “tesoro” modicano cada nel dimenticatoio, come già, purtroppo, è accaduto a Modica in generale e a Modica Alta in particolare.

E chissà che, ottenuto con successo il recupero dell’ex convento attraverso questo moto d’orgoglio e di altruismo collettivo, non si possa consolidare, al di là dei potenziali e sempre auspicati finanziamenti regionali, statali o europei, una prassi virtuosa di valorizzazione e manutenzione delle tante altre ricchezze monumentali, storiche, architettoniche ed urbane della città, pensando sempre che solo investendo su noi stessi potremo diventare competitivi sul mercato.

 

2 COMMENTI

  1. Mi spieghi caro Medica se, a tuo giudizio, ha un senso ammassare detenuti in strutture incapaci e fatiscenti dove gli ospiti vivono da bestie . Ha un senso risparmiare qualche migliaio di euri per il personale e pagare sanzioni di rilevanti importi applicate dall’unione europea per le incivili detenzioni ? Il problema della spesa pubblica e’ un problema vero e da tutti sentito, ma il risparmio di spesa va fatto dove è’ possibile e senza sacrifici per i cittadini che comunque soffrono. A me pare. Altrimenti si fa solo demagogia sterile e propaganda populistica.

  2. Non mi dica, caro Ruta, che con l’attuale piccolissima struttura di Modica si allevierebbero i gravissimi problemi riguardanti le disumane condizioni, arcinote a tutti, dei condannati! Piuttosto, come mai nessuno ha fatto nulla perché si portasse avanti il progetto del nuova casa circondariale che doveva sorgere in contrada Catanzarello? Diciamolo pure ai cittadini che ci leggono, che anche grazie a una classe dirigente debolissima e incapace, quasi tutte le storiche istituzioni presenti a Modica sono state chiuse! O vogliamo, invece, addossare le responsabilità sempre agli altri?

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