Noto, Avola e Rosolini: dal clan Trigila alla “spazzatura”, assunti figli e nipoti dei boss (i nomi)

Assunzioni di figli e nipoti di mafiosi, incendi, estorsioni, minacce. La mafia con in particolare il clan Trigila continua la propria egemonia fra Noto, Avola e Rosolini, imponendo persino le assunzioni nella nettezza urbana a ditte che non sempre hanno la forza di dire “No” a malacarne senza scrupoli. Il tutto fra giochi di potere e sudditanza di alcuni amministratori locali al clan.

LE ASSUNZIONI DI ANGIOLETTO MONACO E SALVATORE RUBBINO

Su tutte l’imposizione delle assunzioni di due giovani ragazzi. Imposti, appunto, nelle ditte delle nettezza urbana dai parenti mafiosi di spicco.

Parliamo di Angelo (detto Angioletto) Monaco, nipote del capomafia Antonino Pinuccio Trigila e del già reggente Angelo Monaco e figlio di Angela Trigila (messaggera, insieme alla madre Nunziatina Bianca, del padre fuori dal carcere) e dell’ex collaboratore di Giustizia, Piero Monaco.

Angelo Monaco (senior) è stato arrestato pochi giorni fa nell’operazione “Piazza Pulita” eseguita qualche giorno fa a Noto da Polizia e Finanza.

L’altro giovane rampollo è Salvatore Rubbino, il figlio di Antonino (detto Nino) Rubbino. Antonino Rubbino (LEGGI ARTICOLO) è uno dei riferimenti del clan Trigila su Rosolini, città in cui ha un’agenzia di pompe funebri.

Antonino Rubbino, come Angelo Monaco, è indagato nell’operazione “Piazza Pulita” eseguita qualche giorno fa a Noto da Polizia e Finanza.

I due giovani rampolli dovevano essere assunti nella nettezza urbana di Noto ma, a seguito del rifiuto del gestore della ditta (nonostante l’insistenza di Vincenzo Guglielmino, da poco tratto in arresto), verranno dirottati su Avola.

Proprio su Avola, si legge nella ordinanza di arresto a carico di Monaco e sodali, Angelo Monaco e Pietro Crescimone (entrambi arrestati) discutono con tale Paolo Loreto (responsabile per il Comune di Avola dell’impresa) dei documenti relativi all’assunzione dei due giovani. E da qui emergeva come il giovane Angelo Monaco si sarebbe occupato della raccolta differenziata (addirittura) con la qualifica di responsabile.

Fatto sta che ad Avola, i due, saranno assunti (anche se il giovane Angelo Monaco starebbe per esser spostato a Rosolini).

Sebastiano Casto

Ad Avola sono diversi i pluripregiudicati assunti nella spazzatura: su tutti Sebastiano Casto, con un curriculum criminale di tutto rispetto ed anni di galera.

Inoltre il boss Angelo Monaco (sempre secondo quanto raccolto da Finanza e Polizia) per cercare di agevolare i pagamenti che ritardano si offre di “cercare una mediazione con l’onorevole Gennuso Giuseppe” con il quale Monaco “sarebbe disposto ad andare a parlare facendo intendere che ‘molte persone sono lì grazie a segnalazioni politiche’. Tanto è vero che Monaco vorrebbe dire a Gennuso “visto che i cristiani sono tuoi…”.

LE INTIMIDAZIONI FRA AVOLA, ROSOLINI E NOTO

Avola è, da tempo, teatro di diversi incendi e atti intimidatori legati alla gestione della nettezza urbana. Molti dei quali avrebbero la mano di Paolo Zuppardo (LEGGI ARTICOLO), uno dei personaggi più pericolosi in libertà nell’avolese (si è spinto con i suoi atti intimidatori fino a Rosolini) e la speranza, come ripetiamo da tempo, è che presto possa essere assicurato alle Patrie galere.

Paolo Zuppardo

Il coinvolgimento di Zuppardo, dopo le parole di minaccia pubbliche di alcuni mesi fa (e dopo il tentato omicidio per il quale fu arrestato), appare chiaro.

Molti episodi intimidatori sono proprio legati alle assunzioni nella nettezza urbana.

A Noto, come appreso dall’operazione di Finanza e Polizia di pochi giorni fa (LEGGI ARTICOLO), il 16 aprile scorso, proprio per il rifiuto all’assunzione dei due pargoli (Angelo Monaco e Salvatore Rubbino), lo storico boss Angelo Monaco avrebbe dato il via libera all’atto incendiario ad un autocompattatore custodito all’interno dell’autoparco.

Anche a Rosolini molteplici sono stati gli atti intimidatori (da ricordare quello che, su tutti, distrusse alcuni mezzi della nettezza urbana fra fine maggio ed inizio giugno).

GLI ALTRI “PARENTI” NELLA NETTEZZA URBANA

A Noto, da anni nella nettezza urbana, lavorano soggetti come Puzzo Roberto (che ha forti legami di sangue con i Trigila) e Favaloro Giovanni (parente, anch’egli, di Trigila).

I due, assunti anche grazie alla sudditanza di alcuni politici netini con il clan Trigila, furono messi nella pianta organica della nettezza urbana anni fa, con la “Dusty”.

Così come nella pianta organica della nettezza urbana di Noto sono stati inseriti Giuseppe Puzzo (figlio di Roberto) e Claudio Caruso (detto falcolullo) fratello di Antonino Caruso (già citato in questo nostro articolo – LEGGI).

La speranza è che, accertati i fatti, almeno i due giovani “rampolli”, Monaco e Rubbino, possano essere licenziati: non solo perché parenti, bensì in quanto imposti con metodi mafiosi nelle ditte. Perché non può essere che il clan Trigila imponga gli assunti.

Se non verranno licenziati sarà un segnale devastante per la società civile.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico “Tommaso Campailla” di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo.
“Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: “Passaggio a Sud Est”. Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l’Agenzia Giornalistica “AGI” ed altre testate giornalistiche”.

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