“A Noto chi dobbiamo portare?”. Dai Trigila all’Aspecon, i rapporti “equivoci” in città

A Noto chi dobbiamo portare?”.

Antonino Pinuccio Trigila

Era il capomafia Antonino Pinuccio Trigila a chiedere informazioni ai suoi familiari, nel corso di colloqui in carcere, sulle elezioni nella “sua” città.

Noto è da sempre la “capitale” del meraviglioso barocco, ma purtroppo anche quella del clan Trigila ed il vecchio “Zu Pinuccio” non rinuncia a gestire affari, favori, appoggi elettorali.

Ripartiamo dall’inchiesta-denuncia (LEGGI) da noi pubblicata il 28 settembre del 2016, pubblicando oggi ulteriori prove su quanto scritto.

Il clan non fa niente per niente, ovviamente le elezioni sono un momento di grande importanza per chi gestisce voti, consensi, facili da ottenere. Ed il clan Trigila i consensi li ha.

IL DOCUMENTO UFFICIALE

A conferma di quanto scriviamo, riportiamo un documento ufficiale (e pubblico) trasmesso in Commissione Antimafia nel 2015, si leggeva che “da attività d’indagine svolta dal Commissariato di P.S. di Noto nei confronti di appartenenti al clan Trigila alias Pinnintula sono poi emersi, a carico di tre politici locali, elementi idonei a far ipotizzare il delitto di scambio elettorale politico-mafioso, con riferimento alle elezioni amministrative locali del 2011”.

LE ULTIME ELEZIONI ED IL CASO ASPECON

Anche nelle ultime elezioni, al di là delle firme false, qualcosa di poco chiaro c’è stato ed esemplare è il caso della gestione dell’Aspecon (L’Azienda SPEciale del COmune di Noto si occupa della gestione del servizio idrico e fognario e gestisce appalti e conferimenti diretti).

Nel precedente articolo facevamo nomi e cognomi di soggetti vicini al clan sostenuti nel corso dell’ultima tornata elettorale.

Nella lista “Patto per Noto”, in cui sono stati eletti Corrado Cultrera e Veronica Pennavaria, il primo dei non eletti, ma con un importante contributo ai fini dell’attribuzione dei due seggi per Pennavaria e Cultrera, è stato Sebastiano Pannuzzo (già con pregiudizi di Polizia).

Per il Pannuzzo, lo abbiamo riportato nel precedente articolo con le foto, hanno fatto campagna elettorale (in occasione delle ultime elezioni amministrative) alcuni componenti della famiglia Trigila, come Valentina Di Raimondo, seconda moglie di Giuseppe Trigila (figlio di Corrado che oggi è in galera per mafia), oltre a Gianfranco Trigila (fratello del capomafia, Antonino Pinuccio Trigila, coinvolto nell’ultima operazione “Ultimo atto”) ed alla moglie di quest’ultimo, Concita Vella.

Ci si domanda come mai l’amministrazione comunale guidata dal sindaco (riconfermato), Corrado Bonfanti, abbia voluto nominare Sebastiano Pannuzzo, in data 11.1.2016, come componente del consiglio di amministrazione dell’Aspecon.

Sebastiano Pannuzzo è fratello di Adriano, arrestato insieme a Daniele Mirmina Spatalucente (parente del boss Angelo Monaco), per una estorsione con cavallo di ritorno (LEGGI).

Lo stesso Mirmina Spatalucente che, con la sua ditta, ha più volte lavorato all’interno della villa comunale di Noto.

Pannuzzo faceva campagna elettorale non nascondendo i propri supporter anche nel giorno del silenzio elettorale, come da screenshot che pubblichiamo sotto, chiedendo più volte aiuto a Giuseppe Trigila (figlio di Corrado che oggi è in galera per mafia) già citato prima.

Come se tutto ciò non bastasse, dopo il commissariamento di Aspecon, avvenuto prima delle elezioni amministrative 2016, nel maggio di quest’anno, con una nuova delibera l’amministrazione nominava il nuovo consiglio di amministrazione. Sebastiano Pannuzzo, in un quantomeno sospetto segno di continuità, venne sostituito da Carmelinda Boccaccio, candidata abbinata con lui nella lista “Patto per Noto” (foto sotto insieme a Pannuzzo ed a Valentina Di Raimondo, nuora del boss Corrado Trigila in galera).

Le situazioni poco chiare nell’Aspecon non finiscono qui.

Un altro grande sostenitore, Giovanni Favaloro, cognato di Carmelo Trigila (fratello del capomafia, Pinuccio), verrà assunto in una ditta come letturista dei contatori.

La prova è l’avviso che pubblichiamo sotto in foto, con il codice operatore “3” ed il numero di telefono dello stesso Giovanni Favaloro.

Lo stesso Giovanni Favaloro, successivamente, è stato assunto nella ditta che gestisce la nettezza urbana.

LA QUESTIONE FIRME FALSE

Va ricordato, infine, che solo pochi giorni fa abbiamo denunciato (LEGGI ARTICOLO) l’indagine che vede Corrado Cultrera, oggi consigliere comunale e marito del presidente del Consiglio Comunale di Noto, Veronica Pennavaria, indagato per aver certificato la lista “Patto per Noto” con firme false. Ad aggravare il reato la qualifica di Corrado Cultrera: il Cultrera, infatti, ha certificato la lista nella qualità di Consigliere Comunale e quindi di Pubblico ufficiale.

Cultrera, è bene ricordarlo, venne già arrestato nel 2002 per brogli elettorali.

All’epoca il gip di Siracusa, Vincenzo Di Domenico, firmò l’ordine di custodia cautelare in carcere, contestando al Cultrera l’articolo 90 della legga 570 del 1960: “per avere alterato l’esito delle elezioni amministrative”.

Per questa imputazione è stato condannato in primo e secondo grado, poi in Cassazione venne dichiarato il “non luogo a procedere” per prescrizione.

Mentre la moglie, Veronica Pennavaria (oggi Presidente del Consiglio Comunale di Noto), come già riportato nell’articolo di mesi fa, è stata prima deferita dal Coni (LEGGI) per “non essersi sottoposta al controllo antidoping disposto dalla Commissione Ministeriale ex lege 376/2000 (artt. 2.3. e 2.5. delle NSA) al termine della gara “5° Memorial Sebastiano Romano – 7^ Prova del 9° Gran Prix Provinciale di Corsa” svoltasi a Siracusa il 6 luglio 2014 con richiesta di squalifica per 2 anni”. Successivamente (LEGGI), squalificata per 2 anni – a decorrere dal 5 marzo 2015, con scadenza al 4 marzo 2017”.

Paolo Borsellino, parlando della politica, diceva:

“Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati”.

Senza condannare nessuno, non spetta a noi farlo, ci domandiamo se questa frase di Paolo Borsellino sia vera anche per Noto.

Probabilmente, anche nell’opinione pubblica, c’è ancora tanta strada da fare.

Ad iniziare da rapporti equivoci con determinati soggetti che sarebbe molto meglio evitare. Così come poco o nulla è stato fatto sulla questione abusivismo, da noi denunciata (LEGGI ARTICOLO) mesi fa, nulla sull’opportunità di avere rapporti fra importanti cariche istituzionali e persone condannate (o prescritte).

Speriamo che quantomeno sull’Aspecon qualcuno possa (presto) intervenire.

Condividi

Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico “Tommaso Campailla” di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo.
“Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: “Passaggio a Sud Est”. Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l’Agenzia Giornalistica “AGI” ed altre testate giornalistiche”.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine