Omicidio Peppe Lucifora: sfogo della famiglia sui dubbi innescati da Padre Stracquadanio. Intanto rimane in galera Davide Corallo

La famiglia di Peppe Lucifora, cuoco modicano trovato morto il 10 novembre dello scorso anno, attraverso il proprio legale, l’avvocato Ignazio Galfo, interviene nel dibattito innescato da alcune interviste rilasciate da padre Giovanni Stracquadanio, parroco della chiesa di San Giorgio, al cui culto Lucifora era devoto.

La procura di Ragusa, con le investigazioni dei carabinieri, ha percorso varie piste che si sono rilevate inconcludenti, compreso il movente economico, per poi rilevare riscontri tali da procedere all’arresto di Davide Corallo, carabiniere sospeso dal servizio, e ora in carcere per omicidio. Il movente, secondo gli inquirenti, e’ passionale.

“In questi giorni”, scrivono i familiari di Lucifora, “anche dopo l’arresto di un indagato, abbiamo deciso di mantenere la linea assunta il 10 novembre scorso, improntata a riservatezza e sobrieta’. Ma siamo stati particolarmente sorpresi dalle dichiarazioni pubbliche di padre Giovanni Stracquadanio. Ci ha sorpresi come padre Giovanni, pur affermando piu’ volte che non conosce gli atti e che ‘non puo’ sapere’, abbia ipotizzato che nella fattispecie non si tratta di delitto passionale ma che, in questi casi, il movente e’ sempre il denaro o la droga. Tali affermazioni sono improntate a estrema superficialita’ e a totale mancanza di conoscenza dei piu’ elementari principi di criminologia. Escludiamo la malafede. Padre Giovanni era amico fedele e affettuoso di Peppe. Se ha ipotesi concrete da fare, o conoscenze dirette dei fatti, le riferisca al pubblico ministero o ai carabinieri”.

Omicidio Lucifora: resta in carcere Davide Corallo

Resta in carcere Davide Corallo, 39 anni, sospettato di essere l’autore dell’omicidio del cuoco modicano Peppe Lucifora. La conferma arriva da uno dei suoi legali, l’avvocato Orazio Lo Giudice. “E’ stata confermata la custodia in carcere, stiamo depositando istanza al tribunale del Riesame”.

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