Omicidio Vittoria: dalla famiglia del reo confesso, cordoglio e vicinanza alla famiglia della vittima

Il gip al termine dell’udienza di convalida, si è riservato. Oggi in carcere a Ragusa è stato sentito il ventottenne che il 25 maggio ha ucciso a coltellate la trentasettenne Brunilda Halla e che si è dichiarato reo confesso. “A nome della famiglia del ragazzo – dice il difensore del ventottenne l’avvocato Franco Vinciguerra – mi faccio latore di sincero cordoglio e profonda vicinanza. Per quanto riguarda l’udienza, di convalida dell’arresto il giudice si è riservato ma l’esito è scontato. Non abbiamo fatto alcuna opposizione, nessuna richiesta di misura alternativa”. Il ventottenne oggi avrebbe confermato in sostanza tutto quello che aveva dichiarato davanti al sostituto procuratore Francesco Riccio “aggiungendo che aveva saputo che la donna era madre di due figli ed era straniera ed era ancora più pentito e dispiaciuto perché secondo il suo punto di vista patologico – riferisce l’avvocato Vinciguerra – aveva agito per astio nei confronti della società vittoriese che lo aveva emarginato”. Il legale del ventottenne ha consegnato stamani al giudice i documenti relativi alle patologie di cui soffre il suo assistito. “Nessuna strategia difensiva, né preordinata né indotta, sia chiaro, le responsabilità sono certe ed ineludibili. Bisogna però dire che era stato in cura dal Dsm, Dipartimento di salute mentale di Ragusa e Vittoria, e che attualmente era in cura al Dsm di Vittoria. Un soggetto problematico e che nel 2016 era stato sottoposto anche ad un tso – trattamento sanitario obbligatorio – a seguito del quale era rimasto ricoverato per 8 giorni. E sono situazioni documentate. Resta l’azione terribile che ha compiuto, e ripeto, mi faccio latore del sentimento della famiglia del ragazzo che esprime profondo dolore, vicinanza e cordoglio alla famiglia della signora Halla”. Lunedì la Procura nominerà il medico legale Giorgio Spadaro per procedere all’esame autoptico. Il legale del reco confesso omicida non ha intenzione di nominare un consulente di parte, e nemmeno il legale delle parti offese, Santino Garufi che rappresenta il marito, i figli e il fratello di Brunilda Halla che ha chiesto di approfondire comunque i tempi del soccorso alla donna e se con un intervento più celere avrebbe potuto salvarsi. L’Azienda sanitaria locale ha precisato che dal momento della telefonata al 118 all’arrivo sul luogo del soccorso, sono passati 15 minuti in un orario di punta, tra le 12,42 e le 12,57 e che due minuti dopo l’ambulanza è ripartita con la donna a bordo, agonizzante, alla volta dell’ospedale Guzzardi dove è arrivata priva di vita.

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