‘Operazione Greenhouse’, sfruttamento prostituzione minorile e atti sessuali con minore: tre rinvii a giudizio e un abbreviato

Nelle campagne di Acate, sesso in cambio di soldi o un letto per dormire, una doccia o qualcosa da mangiare. Questo l’esito dell’operazione Greenhouse per fatti che vennero commessi tra io 2018 e il 2019. Di atti sessuali con minore, ne risponderanno tre uomini, per il quarto, un anziano ultraottantenne, non si procede perché nel frattempo è deceduto. Posizione stralciata per la madre della tredicenne di origini rumene, coinvolta, in questa operazione, che ha scelto il rito abbreviato e risponderà di sfruttamento della prostituzione minorile. Il giudice per l’udienza preliminare, Maria Ivana Cardillo, presso il Tribunale di Catania ha rinviato a giudizio davanti alla IV sezione penale del Tribunale di Catania, in composizione collegiale, con udienza fissata al prossimo 12 ottobre,  Giovanni Casì, Jawad Benazair e Omar Bouhafa rappresentati dagli avvocati Santino Garufi, Simona Cultrera e Daniele Drago. Per loro l’imputazione è avere commesso atti sessuali con minore. La tutrice della piccola, si è costituita parte civile attraverso un legale nominato. L’operazione venne messa a segno a giugno del 2019 dalla Squadra Mobile di Ragusa con il coordinamento della Procura di Catania. All’epoca vennero arrestati la madre, il cosiddetto fidanzato della bambina (un marocchino di 30 anni), un amico di quest’ultimo, stessa nazionalità e due italiani, 61 e 89 anni. Nel corso di controlli finalizzati al contrasto del capolarato, la Mobile aveva notato che quella bambina aveva degli atteggiamenti che non erano adeguati alla sua età. E approfondendo la sua storia familiare gli investigatori avevano raccolto elementi tali da comprendere che la bambina era solita avere rapporti sessuali con uomini molto più grandi di lei, nelle campagne di Acate ed era la madre stessa ad accompagnarla. Dalle cronache emerse che uno degli uomini arrestati pretendeva di avere ‘l’esclusiva” della bambina perché aveva concesso a madre e figlia la sua casa al mare. Poi la relazione con uno dei marocchini coinvolti e il suo amico. La Squadra Mobile quindi eseguì un intervento di urgenza affidando la bambina ad un centro specializzato. Sesso in cambio di benefici: la ragazzina era appena 13enne al momento dei fatti, per età e per legge non in grado di autodeterminarsi in un contesto sociale degradato e di grande povertà. 

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