Ora solare, sì grazie. Più sonno, meno infarti

Solare, legale, dormire più o meno, insonnia, insomma, oggi parliamo dell’ora per ricordarvi che da domenica 27 ottobre scatta l’ora solare e le lancette si riportano indietro di 60 minuti.  Dura lex sed lex: d’altronde lo aveva stabilito anche la Comunità Europea che nel 2001 si pronunciò in merito riferendo che in ciascuno Stato membro il periodo dell’ora legale ha inizio alle ore 1.00 del mattino, ora universale, dell’ultima domenica di marzo e termina alle ore 1.00 del mattino, ora universale, dell’ultima domenica di ottobre. Due weekend particolari in cui il cambio ora influisce anche sull’orologio biologico. Così il suddetto passaggio si effettua di domenica per permettere alla gente di adattarsi alla variazione e per evitare situazioni spiacevoli come ritardi o anticipi a lavoro o agli appuntamenti.

L’ora solare piace perché si conquista un po’ di tempo in più per dormire, ma getta nello sconforto gli amanti della luce e del giorno. Si perde la luce ma si acquista la salute, già, questa è la buona notizia che arriva direttamente dal mondo medico e a confermarlo ci pensano i medici internisti riuniti per il 114° Congresso nazionale della Società italiana di medicina interna (Simi), a Roma. Nel primo giorno della settimana si registra in genere un picco di attacchi cardiaci, ma il 28 ottobre sarà il lunedì dell’anno con il minor rischio di infarti.

Merito dellora in più di sonno che si guadagna, lo spiega bene Piero Barbanti, neurologo dell’Ircss San Raffaele Pisana di Roma, secondo cui in genere la probabilità di un infarto il lunedì è di circa il 13 per cento più alta rispetto agli altri giorni della settimana perché si sommano fattori di rischio determinanti per l’insorgenza di patologie cardiovascolari quali lo stress della ripresa delle attività, il dormire meno e peggio, in orari non consoni rispetto a quanto richiesto dal naturale orologio crono-biologico. Questi tre fattori contribuiscono all’attivazione del sistema nervoso simpatico e al rilascio di citochine pro-infiammatorie che aumentano il pericolo infarto.

Attenzione, il prossimo lunedì sarà solo un’eccezione per la gioia di noi tutti o quasi; ma da questa probabilità o meglio vantaggio, sono esenti purtroppo gli anziani. Gli anziani in genere conducono una vita con ritmi più regolari e la quantità di sonno si mantiene costante non essendo, nella maggior parte dei casi, influenzata dalla necessità di mettere la sveglia.

Lunedì nero sì o no, sta di fatto che è bello pensare che bastano solo pochi minuti per migliorare lo stato di salute psico-fisico. Raccomandazioni a parte, è il momento di cambiare l’orario e perché no, prendersi del tempo in virtù dei benefici connessi.

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Trenta gli anni compiuti, ma più di venti quelli che segnano la sua passione per la scrittura. Nata a Modica, cresciuta a Rosolini, espatriata per studio, assetata di sapere. Dopo un peregrinare tra Bologna, Bruxelles e Parigi e una laurea in lingue, è tornata in Sicilia per scommettere sul Sud. Freelance per un sito di salute e benessere, cura delle rubriche per un quindicinale siciliano, da poco imprenditrice di una start up sul turismo, e nel cassetto tra bracciali e appunti vari, ha un sogno, un libro. Nell’attesa dell’ispirazione e del parto creativo, segue la moda e le tendenze, si è abilitata all’insegnamento e si dedica al suo quadrupede, un bassotto, che porta il nome di una rivista, Elle, e a una gattina randagia che è più civile di molti uomini, la Ragatta. Fondamentalmente odia le saghe, le seghe mentali e le trilogie. Guarda pochi film perché, vivendo il territorio, si è resa conto che di registi in giro ce ne stanno tanti. Troppi.

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