Paolo Borrometi testimonia in Tribunale a Siracusa contro la mafia di Avola

Paolo Zuppardo

“Ho ricevuto minacce di morte da Paolo Zuppardo poco dopo la pubblicazione di un mio articolo sulle attivita’ illecite ad Avola che lo vedevano coinvolto”. Lo ha detto questa mattina in aula, ai giudici della Corte di Assise di Siracusa, dove si celebra il processo “Eclipse” su mafia, estorsioni, droga ed armi ad Avola, Paolo Borrometi, vicedirettore dell’AGI, costituitosi parte civile contro Paolo Zuppardo, 43 anni, avolese, che risponde di tentata violenza privata, minacce di morte aggravata dal metodo e dall’appartenenza mafiosa, indicato dai magistrati della Procura distrettuale antimafia uno dei capi del gruppo criminale vicino al clan mafioso Crapula di Avola. Nel processo “Eclipse”, Zuppardo e’ imputato insieme ad altre sei persone, Monica Campisi, Giuseppe Capozio Junior, Concetta Cavarra, Vincenzo Di Stefano, Paolo Liotta e Davide Nobile. La Corte, presieduta da Giuseppina Storaci, ha sentito il giornalista, autore nel luglio del 2017 di un’inchiesta sulla banda criminale pubblicata sul sito ‘la Spia’, diretto dallo stesso Borrometi, che ha scatenato la reazione di Zuppardo, collegato in videoconferenza, sfociata nelle minacce. “Ad Avola non esiste ne’ mafia, ne’ delinquenza, e’ tutta una tua illusione – si leggeva nel commento all’articolo apparso sul ‘La Spia’ – io non minaccio, ma visto che sei cosi’ ti faccio finire male”. 

1 commento

  1. Quando sono sotto processo,sono pecore.Alla fine sono bolle di sapone.Bravo Borrometi.Continui.Le persone oneste la seguiranno sempre.
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