Parlez- vous français?

Se dico Italia- Francia la mente dell’italiano medio vola ai mondiali del 2006 e alla famosa testata che Zidane “regalò” a Materazzi nei roventi tempi supplementari. Ma se provocatoriamente affermassi che voi tutti, cari lettori, parlate francese in media un paio di volte al giorno, come la mettiamo? La sferrate a me una testata? Bene, mode e modi permettendo, vi racconto la mia routine e, dopo aver letto, provateci voi!

Al mattino mi sveglio, accendo l’abat-jour, mi lavo, indosso le culotte, i collant e un paio di fuseaux; raccolgo i capelli in uno chignon, metto un po’ di fard, prendo dall’armoire un gilet beige o una chemise con i volant. Le paillettes sono eccessive, le lascio per una grande soirée. Mi piacciono le gonne con i plissé, le longuette, i pois e il pizzo macramè. Come dire, j’adore il pret- à- porter!

Al collo metto sempre il collier di qualche parure, non posso vivere senza bijoux. Prima di andare a lavoro, guardo un reportage seduta sul sofa mentre sorseggio un buon caffè. Poi spruzzo dell’eau de parfum che ripongo dentro la pochette così potrò ripetere l’applicazione una volta al bureau, quando andrò in toilette per ritoccare il maquillage. Non ho un garage e faccio la mia prima gaffe uscendo di casa quando sbaglio macchina e apro la portiera di una Peugeot, ma mi rendo subito conto di avere una Renault! Mangio un croissant al bar ma se non ne trovo mi accontento di una brioche o di un bignè alla chantilly. Al panificio compro solo la baguette, ma mi piacerebbe pranzare ogni giorno al bistrot del corso, specializzato in nouvelle cuisine. Al ristorante il mio dessert preferito è la crème brulée. Di solito cerco inviti ai vernissage che offrano buffet ricchi in cui servono flute di champagne delle migliori marche perché le conosco, sono un sommelier!

Faccio la manicure dall’estetista il sabato mentre la pedicure una volta ogni due settimane. Una volta al mese, invece, vado dal coiffeur a ritoccare le mèche. Tengo molto al mio aspetto e la mia silhouette è invidiabile perché ogni giorno in palestra faccio il tapis- roulant; chez moi invece mi esercito con la cyclette. Vorrei avere il fisico di Carlà, ma non sono mica la femme di un ex président. La sera prima di dormire leggo le poesie di Prévert, amo le Illuminations di Rimbaud e i romanzi di Pennac. Indosso abiti delle migliori griffe, seguo la moda nelle riviste à la page e la mia mise è sempre chic, mai osé. Ho uno charme da fare impallidire Brigitte Bardot degli anni d’oro; amo gli atelier di haute couture e il mio mito è Coco Chanel, che allure!

Affronto la vita con nonchalance ma cado spesso nei cliché, come quello di voler a tutti i costi interpretare il ruolo della parisienne dimenticandomi che in realtà abito più a Sud della Tunisie e che il tempo in cui vivevo nella ville lumière, è ormai solo un lontano e bel souvenir.

Adesso che avete preso coscienza del fatto che voi tutti siete inconsapevoli francofoni, possiamo addentrarci nella mission del nostro blog: parlare di Mode&Modi!

Confesso di aver preso spunto da un video che troverete su youtube, intitolato C’est la vie, ma mi è sembrato génial per introdurvi alla langue de l’amour et de la mode!

Gros bisous, les loulous!

 

Fonte:

 

Video: C’est la vie

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Trenta gli anni compiuti, ma più di venti quelli che segnano la sua passione per la scrittura. Nata a Modica, cresciuta a Rosolini, espatriata per studio, assetata di sapere. Dopo un peregrinare tra Bologna, Bruxelles e Parigi e una laurea in lingue, è tornata in Sicilia per scommettere sul Sud. Freelance per un sito di salute e benessere, cura delle rubriche per un quindicinale siciliano, da poco imprenditrice di una start up sul turismo, e nel cassetto tra bracciali e appunti vari, ha un sogno, un libro. Nell’attesa dell’ispirazione e del parto creativo, segue la moda e le tendenze, si è abilitata all’insegnamento e si dedica al suo quadrupede, un bassotto, che porta il nome di una rivista, Elle, e a una gattina randagia che è più civile di molti uomini, la Ragatta. Fondamentalmente odia le saghe, le seghe mentali e le trilogie. Guarda pochi film perché, vivendo il territorio, si è resa conto che di registi in giro ce ne stanno tanti. Troppi.

19 COMMENTI

    • Cara signora Maria,
      condividere è come fare delle chiacchiere allargate, no? Lo faccia pure e nel mentre arrossisco.
      Credo nell’effetto domino e nei suoi vantaggi, in questo caso qual è il fine? Rivalutare il francese troppo spesso denigrato ingiustamente.
      Viva la condivisione, viva la Francia, viva i cittadini che si aprono ai confini!

      Con affetto,
      A.B.

    • E dopo questo complimento, potrebbe assalirmi l’ansia da prestazione!
      Merci bien, rosolinix…
      Siete voi a stupirmi con gli stimoli che mi date!

      Bisous,
      A.B.

    • Non è una filastrocca, gentile utente, è un po’ forzare quella che è la realtà. Ma ci avevi mai pensato alla mole di francesismi che usiamo quotidianamente senza accorgercene? Per non parlare degli anglicismi con cui avevo esordito nel primo post!

      Studiare le lingue è qualcosa di stupefacente… Ti apri a mondi altri e ti senti di appartenere a tante culture. Acculturiamoci assieme che lo scambio di notizie e informazioni dona giovamento allo spirito.

      A.B.

    • Gentile miocardio, con un aggettivo così mi fai… battere il cuore!
      “geniale”… il suffisso è la radice del mio nome: geniALE!

      A.B.

  1. fantastico questo articolo ! de resto Alessandra riesce bene in tutto cio’ che fa perche’ ci mette il cuore….
    Complimenti !!!!

    • Cara Iside, le tue parole mi emozionano… ci metto il cuore sì ma ricorda che lo recepiscono solo quelle persone che leggono mettendoci il loro di cuore!

      Sei davvero una bella persona; fortunatamente ti ho incontrata lungo il cammino della vita.

      A.B.

    • Enza cara, se c’è qualcosa di ‘fantastique’ in questa pagina, è l’affetto con cui mi avete ripagato!
      Coinvolgiamoci, stimoliamoci che rendiamo questa vita migliore, almeno a parole…

      A.B.

    • Fabri mia,
      collega e amica stimata, a una certa età le compagnie si scelgono e noi ci siamo scelte perché dall’alto della nostra diversità, siamo così simili: animate dagli stessi sentimenti di umiltà e determinazione.
      Il bene che ci lega è puro, così come il tuo sguardo!
      Ti voglio bene,
      A.B.
      A.B.

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