Per “Medici senza frontiere” è fatiscente il centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo: “Migranti umiliati”

“Il centro di primo soccorso e accoglienza del porto di Pozzallo (foto) è una struttura che versa in condizioni fatiscenti, è inadeguato, spesso sovraffollato e ospita i migranti in condizioni umilianti e degradanti”: è quanto si legge testualmente nel Rapporto di Medici senza frontiere sul Cpsa del ragusano, presentato in un´audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattenimento dei migranti.

L’organizzazione dal febbraio scorso fornisce assistenza medica e supporto psicologico ai migranti, richiedenti asilo e rifugiati al momento del loro arrivo e durante la permanenza nel Centro. I numerosi problemi riscontrati nei nove mesi, sostiene il rapporto, “Sono sintomatici di una risposta emergenziale e poco strutturata, oltre che poco attenta a rispondere adeguatamente ai bisogni e alle esigenze di persone vulnerabili. Lo staff di Msf si è spesso dovuto confrontare con risposte “insufficienti e inadeguate” da parte delle autorità competenti.

Il rapporto documenta ed evidenzia condizioni sotto gli standard minimi per quanto riguarda i servizi offerti alle persone e la protezione delle categorie più vulnerabili”. “Un centro con servizi igienici che spesso non funzionano, senza un luogo adeguato per svolgere i trattamenti anti-scabbia e dove non è garantita nessuna riservatezza” sostiene Claudia Lodesani, medico e coordinatrice Msf in Italia.

“Il centro – si legge nel rapporto – si presenta in uno stato di deterioramento e necessita di lavori di manutenzione che fino ad oggi, nonostante le molteplici segnalazioni, non sono stati eseguiti. Il Cpsa, che ha una capienza massima di 220 persone, si trova spesso a rispondere all´arrivo di numeri molto più alti, senza garantire un´adeguata separazione tra individui di diverso sesso e senza un´adeguata assistenza a categorie più vulnerabili come i minori. Gli ospiti riferiscono spesso di non ricevere informazioni legali e non hanno la possibilità di uscire o chiamare i propri familiari, a causa della mancanza di accesso a linee e schede telefoniche”.

Da gennaio di quest´anno, circa 12 mila 500 persone sono arrivate nel porto di Pozzallo. Il team di Msf in Sicilia ha supportato l´Azienda Sanitaria Provinciale nel prestare assistenza medica durante lo sbarco e il soggiorno nel Cpsa. Più di 2 mila 600 persone sono state visitate dalle sue equipe mediche.

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