Piccola flotta di gommoni parte dalla Libia e la Polizia ferma 4 scafisti a Pozzallo

500 a bordo di 4 gommoni salpati dalla Libia, le indagini hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di DRAMMEH Lamin nato in Senegal il 18/05/1976, MANNEH Baboucarr nato in Gambia il 08/06/1997, TRAWALLY Sulayman nato in Gambia il 21/04/1996 e FAYE Oheikh Tidiane, nato in Senegal il 10.02.1974.

MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE

Alle ore 12:20 del 09/08/2015 l’unità navale “Diciotti” CP 941 intercettava un gommone con a bordo 124 migranti diretti verso le coste italiane. Dopo una ricognizione veniva quindi dichiarato evento SAR e si procedeva al trasbordo dei migranti che risultavano essere 87 uomini, 30 donne e 7 bambini. Al termine delle operazioni di salvataggio dei migranti la nave “Diciotti” CP 941 effettuava altri 3 soccorsi a breve distanza, per poi dirigere la propria rotta verso il porto di Pozzallo dove giungeva alle 8:30 del 10.08.2015. Non appena arrivati, i migranti venivano rifocillati e trasferiti in parte al C.P.S.A. ed altri in diversi centri della penisola.

LE INDAGINI

Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione, di un’aliquota della Guardia Costiera, una di Carabinieri ed una della Guardia di Finanza hanno concluso le indagini in meno di 16 ore. Quando vengono soccorse più unità navali, il lavoro per la Polizia è complicatissimo, in quanto il più delle volte, a bordo delle navi che conducono in porto i migranti, gli stessi si mischiano tra loro e non si riesce più a capire in quale gommone hanno effettuato il viaggio. Con non poche difficoltà e grazie anche a chi aveva proceduto al soccorso, gli investigatori, unitamente ai migranti, hanno individuato i testimoni e piano piano sono riusciti a ricostruire le dinamiche dei diversi viaggi. I gommoni sono salpati dalla Libia quasi contemporaneamente ed hanno viaggiato fianco a fianco per una parte del tratto di mare interessato dalla rotta. Per diversi motivi, si sono poi persi di vista ma si sono poi ritrovati a bordo della nave soccorritrice.

Gli scafisti sono stati assoldati dai libici per poche centinaia di dollari, mentre i passeggeri hanno pagato in media 1.000 dollari, portando così alle casse degli organizzatori quasi mezzo milione. I testimoni oltre ad aver indicato gli scafisti dei diversi gommoni soccorsi, hanno riferito di violenze inaudite sotto la minaccia dei libici, quando ancora nei capannoni prima della partenza e durante il viaggio, da parte degli stessi scafisti. Una giovane madre con due piccoli in braccio ha riferito che uno degli scafisti ha minacciato di gettarle i bambini in mare se avesse chiesto nuovamente dell’acqua da bere. La donna in lacrime si quasi giustificata con i poliziotti che la stavano sentendo a verbale “io avevo chiesto l’acqua per i bambini non per me”.

Anche questi sono elementi utili alle indagini, in quanto permettono di contestare agli scafisti l’aggravante prevista dal testo unico sull’immigrazione, ovvero quella di aver sottoposto a trattamento inumano e degradante i migranti. Al termine degli accertamenti di Polizia Giudiziaria tutti gli scafisti sono stati condotti in carcere mentre i testimoni sono stati messi in strutture protette in attesa della loro partecipazione al processo.

Nel 2015 sono 89 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati 199 scafisti dalla Polizia Giudiziaria. Inoltre, sono in corso numerose attività in collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste straniere a quelle Italiane.

 

 

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Nato a Ragusa il 09/07/1985 ma è cresciuto e vive attualmente a Vittoria, dove ha frequentato il liceo classico “Cannizzaro”. In seguito si è iscritto alla facoltà di Filosofia presso l’Università degli Studi di Catania, conseguendo la laurea specialistica nel 2010. Dal 2012 è iscritto all’albo dei pubblicisti dell’Ordine regionale dei giornalisti di Sicilia. Appassionato di sport, in particolar modo di calcio, ha avuto in passato esperienze nel mondo del volontariato, dell’associazionismo e della cooperazione internazionale.

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