In poche ore tre “SI” al metodo “Stamina”. I tribunali d’Italia “sconfessano” il ministro Lorenzin

Via libera alle cure con il metodo Stamina del professor Vannoni per la piccola Noemi. Via libera per il piccolo Federico. Via libera anche per una donna di Lamezia Terme.
In poche ore tre malati gravissimi hanno ottenuto l’autorizzazione del giudice a curarsi.
Il primo verdetto positivo è stato quello per Noemi, la bambina abruzzese di 18 mesi ricevuta dal Papa. Poi è arrivato quello per una donna di Lamezia Terme, in Calabria, affetta da sclerosi laterale amiotrofica.
Infine, la notizia più bella anche per Federico: il bambino di tre anni già in cura agli Spedali Civili di Brescia potrà continuare le infusioni. Una vittoria per i genitori, che nelle ultime settimane si erano visti negare la possibilità di continuare a curare il figlio, che finora ha ottenuto solo benefici dalla cura con le cellule staminali del professor Vannoni.
Il Movimento Vite Sospese si rallegra con le famiglie che hanno ottenuto questa nuova “infusione” di speranza.
Mentre i detrattori del Metodo Stamina continuano la loro opera di fango, giudici illuminati danno prova di aver capito le motivazioni di chi non ha di fronte a sé altra prospettiva della morte e chiede libertà di cura e che non gli venga negata almeno la speranza.

Continua, intanto, a Roma la protesta dei fratelli Sandro e Marco Biviano, affetti da distrofia muscolare, che chiedono un decreto d’urgenza per curare se stessi e le loro due sorelle, tra cui una gravissima. «Quando sono arrivato a Roma camminavo», ha detto Sandro Biviano il 7 dicembre al convegno sulle cellule staminali tenutosi e Jesi, «ora sto su una sedia a rotelle. Non smetterò di protestare e non andrò via finché qualcuno non si degnerà di ascoltarmi. Se necessario, continuerò a protestare davanti a Montecitorio anche a Natale».

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