I Politici che vorrebbero i Cittadini…

Negli ultimi giorni, un nostro concittadino, conoscitore della politica e dei vizi di chi la fa, uomo colto e sicuramente motivato come tanti altri cittadini a sperare in un futuro della politica più credibile e davvero al servizio della comunità, ha formulato una sorta di questionario mediatico affinchè i cittadini potessero tracciare l’identikit del prossimo candidato a Sindaco, Consigliere, Presidente della Regione, parlamentare regionale e nazionale.

La lodevole iniziativa ha avuto un notevole numero di letture ma non ha ottenuto  le risposte che l’autore sperava e, con la franchezza che lo contraddistingue, è tornato sul tema per dire che non bastano le critiche per cambiare le cose ma ci vogliono le proposte.

Alla pubblicazione del secondo pezzo, sono arrivati alcuni commenti bene articolati e di rara chiarezza, tuttavia, credo che non sia possibile rispondere in maniera esaustiva al quesito posto per la semplice ragione che la questione andrebbe vista non a livello di singolo candidato, bensì in forma collegiale.

Abbiamo verificato nel tempo che molti uomini datisi alla politica, singolarmente considerati, sono dei perfetti galantuomini, dotati talvolta di notevole capacità e cultura, disponibili al confronto sereno con gli altri e fino alla loro elezione sembrano non parlare il politichese.

Peccato però che una volta eletti, probabilmente perché non sono orfani di quei padri politici che li usano a mò di marionette, cominciano i problemi per effetto d’una sorta di metamorfosi che li rende irriconoscibili rispetto al momento antecedente la loro elezione.

Sono così cambiati loro o è la politica che pretende ed ottiene il loro cambiamento ? Propendo per la seconda ipotesi, perché sappiamo tutti che la politica è compromesso, è accordo dietro le quinte o nelle stanze dei padri politici, è spesso tradimento degli impegni assunti coi cittadini per privilegiare l’interesse del partito .

Ecco perché penso che l’identikit vada fatto alla squadra e non al singolo e in ogni caso, fino a quando all’interno dei Palazzi rimarranno una parte degli attuali protagonisti, non c’è concretamente possibilità di cambiamento, perché i nuovi attori, verranno presto fagocitati

da chi la politica la considera l’affaire della vita e non una missione di rappresentanza.

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