Pozzallo, fermato giovane scafista senegalse. 147 gli scafisti individuati nel 2015

Sono quattro i gommoni soccorsi a largo della Libia, uno è stato condotto da SENGOL Fali, nato in Senegal il 01.01.1996 che è stato sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria.

I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.

I migranti provenienti da diverse paesi africani sono stati ospitati presso il C.P.S.A. di Pozzallo.

MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE

Alle ore 06,10 del 14/12/2015 la nave della Guardia Costiera Italiana “ORESTE CORSI” intercettava un natante in difficoltà ed iniziava il recupero di 114 migranti che venivano presi a bordo. Alle ore 13,30 il Comando MA.RI.CO.GE.CAP. disponeva il trasbordo dei clandestini sulla M/N BOURBON ARGOS che già aveva soccorso altri 3 gommoni. La BOURBON ARGOS si dirigeva verso il porto di Pozzallo dove giungeva alle ore 13,30 del 15.12.2015.

ORDINE PUBBLICO ED ASSISTENZA

La Polizia di Stato ha gestito nuovamente uno sbarco consistente di migranti, ben 459 da identficare e poi trasferire in altri centri.

Le operazioni di sbarco non hanno avuto alcun ritardo, tanto da permettere un’immediata assistenza ai migranti.

Il Funzionario dirigente del servizio di Ordine e Sicurezza Pubblica della Polizia di Stato, con a disposizione decine di uomini, ha dovuto poi coordinare, le immediate partenze, i trasferimenti dal CPSA ad altre regioni e l’accoglienza di centinaia di migranti.

Le operazioni di sbarco non hanno fatto registrare criticità ed è stata prestata la massima attenzione verso i soggetti che avevano bisogno di cure mediche, in particolar modo diverse donne incinte e tanti minori alcuni in tenerissima età.

Alle procedure hanno partecipato 40 Agenti della Polizia di Stato, nonché appartenenti alle altre Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana ed i medici dell’A.S.P. per le visite mediche.

Al riguardo, le attività dell’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato risultavano complesse, dovendo essere espletate in tempi ristretti, così da permettere anche un immediato invio degli ospiti in altre strutture d’accoglienza.

La Polizia Scientifica ha lavorato consequenzialmente senza sosta per le operazioni di preidentificazione e fotosegnalamento, in considerazione dei nuovi arrivi. In tempi record sono stati identificati centinaia di migranti approdati e movimentati quasi 500 migranti.

LE INDAGINI

Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota di Carabinieri e della Guardia di Finanza hanno concluso le prime fasi delle indagini in 8 ore, permettendo di procedere al fermo dello scafista.

Le indagini sono state particolarmente complesse considerato che bisognava contestualmente procedere al trasferimento di centinaia di migranti, l’ospitalità di parte di essi e poi individuare testimoni e scafisti.

A Pozzallo per ogni sbarco bisogna cercare di utilizzare al meglio le risorse umane e strumentali a disposizione e i poliziotti devono destreggiarsi tra le diverse attività.

Ogni attività si divide in più fasi, tra queste di sicuro rientra quella di individuazione dei testimoni prima e degli scafisti poi, ma non sono le uniche.

I primi testimoni hanno aiutato gli investigatori a chiarire la dinamica dell’ennesimo sbarco, difatti è stato possibile catturare lo scafista che fingeva di essere uno dei migranti come gli altri.

Dopo ore di indagini è stato possibile individuare gli scafisti, sempre grazie alle testimonianze dei migranti ed al lavoro incessante di investigatori ed interpreti.

Dagli accertamenti svolti, lo scafista seppur giovanissimo è andato in Libia, ha preso accordi con i trafficanti per condurre uno dei gommoni in cambio di una somma di denaro non quantificata ma di sicuro non superiore a 1.000 dollari per come ha fatto capire l’indagato.

Anche questi passeggeri hanno pagato circa 800 dollari cadauno elemento che ha permesso agli organizzatori di incassare quasi 370.000 dollari.

LA CATTURA

Le indagini condotte dalla Polizia Giudiziaria, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno infatti ristretto gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione. Sono ormai quotidiane le udienze di incidente probatorio e quelle che portano alla condanna degli scafisti, rispettivamente per la ulteriore cristallizzazione in sede processuale della prova anche ai fini dibattimentali. Al riguardo molte le sentenze di condanne dell’Autorità Giudiziaria.

BILANCIO ATTIVITA’ DELLA POLIZIA 

Nel 2015 sono 147 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati 200 scafisti dalla Polizia Giudiziaria. Inoltre, sono in corso numerose attività in collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste straniere a quelle Italiane.

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