Pozzallo, guerriglia o semplice gioco?

E’ sabato sera. Sono le 20.30 di giorno 31 agosto e mi trovo a Pozzallo, insieme alla mia compagna ed a mia figlia, sulla strada che costeggia il porto di Pozzallo in direzione centro città. Riesco a scorgere alla mia destra, oltre la recinzione, nel centro di prima accoglienza nei locali della ex dogana, centinaia di persone, presumibilmente immigrati sbarcati sulle nostre coste nelle scorse settimane.

Sul marciapiede esterno, quindi sulla strada che stavo percorrendo in auto, vedo dei ragazzi di colore e mal vestiti (ritengo sempre immigrati) che correvano lanciandosi dei rami secchi e altri oggetti. Credevo stessero giocando. Tre di loro mi attraversano la strada, sempre correndo e non curandosi di guardarsi intorno prima di farlo. Si dirigono sul lato opposto della strada, attraversando anche l’altra corsia mentre erano in transito altre auto, saltano il muro e raccolgono delle pietre, molto grosse, una per mano. Intanto proseguo, rallentando poiche’ allarmato, e tentando di capire cosa stesse accadendo, guardo sullo specchietto retrovisore e vedo sempre gli stessi riattraversare la strada. Guardo di nuovo avanti e vedo altri ragazzi che corrono in direzione del centro di accoglienza. Un poliziotto gli corre dietro a distanza d una decina di metri, con un manganello in mano ed il fiato corto. Intanto sull’altra corsia una “pantera” della Polizia che procede a passo d’uomo, credo controllasse la situazione a supporto del proprio collega a piedi. Proseguo dritto, per ovvi motivi, anche se l’istinto mi suggeriva di fare inversione per vedere cosa stesse accadendo. Se fossi stato da solo in auto, lo avrei fatto. La mia prima impressione è stata quella di aver assistito ad una piccola “guerriglia”, consentitemi il termine forse esagerando, ma quello ho visto.

Proseguendo sul lungomare Raganzino, 200 metri più avanti, non ho potuto non notare che tutti , o quasi, i locali pubblici (due paninerie famose sempre aperte in questo periodo dell’anno 24 ore su 24) sono chiusi. Non vedo gente in giro. Strano, considerando l’ora e la temperatura mite.

La prima cosa che ho pensato e’ che Pozzallo sta pagando cara la sua generosa tolleranza e l’accoglienza degli immigrati. Io sono andato via di corsa, col magone e demoralizzato per quanto ho visto.

Da sempre tollerante, non voglio avventurarmi in una presa di posizione, ma di certo lancio un appello alle istituzioni, a S. E. il Prefetto, ai deputati e senatori della Repubblica ed al Sindaco di Pozzallo chiedendo loro di attivarsi immediatamente per risolvere il problema prima che Pozzallo diventi come Lampedusa, oggi trascurata dai turisti, e perdendo oltre che la sua bandiera blu, anche la ricchezza che nell’ultimo decennio gli ha dato il turismo.

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