Pozzallo, Polizia arresta 4 scafisti. I Migranti: “il mare era molto mosso con delle onde altissime, siamo arrivati per miracolo”.

Ieri pomeriggio a Pozzallo sono sbarcati 222 migranti provenienti da diversi paesi del centro Africa.

Tutti partiti dalle coste libiche a bordo di due gommoni e soccorsi in acque internazionali.

Le indagini hanno permesso alla Polizia di fermare 4 scafisti, due per gommone: SUSSU Ibrahim, nato in Gambia il 21.02.1994, SILLAH Seyou nato in Guinea Bissau il 25/08/1995, SAM Richard, nato in Ghana il 01.07.1987 e KAMARA Lamin, nato in Mali il 01.01.1993.

I responsabili del delitto previsto dagli artt. 416 C.P. e art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, si associavano con altri soggetti presenti in Libia al fine trarne ingiusto ed ingente profitto compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver  procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.

I migranti provenienti da diversi paesi, in parte sono stati ospitati presso il C.P.S.A. di Pozzallo ed altri subito trasferiti in centri presenti sulla penisola italiana.

I FATTI

Alle ore 09:20 del 20.10.2015 il Comando Generale delle Capitanerie di Porto di Roma comunicava alla nave Dignity di Medici Senza Frontiere, che vi era un gommone carico di clandestini in difficoltà e le ordinava di dirigere in zona per il soccorso. Nelle ore successive l’unità navale avvistava otticamente il gommone segnalatole che riusciva ad agganciare. Alle ore 13.20 si dava inizio alle operazioni di salvataggio che si concludevano alle ore 15.50 quando tutti i migranti guadagnavano la nave Dignity, il cui numero complessivo risultava essere di 113 tra cui 18 donne e 3 minori. A conclusione delle operazioni di salvataggio la Dignity riprendeva a navigare per poi agganciare, alle ore 19.00, la nave Bourbon Argos, anch’essa di Medici senza Frontiere, dove si trovavano altri 106 migranti già tratti in salvo da tale unità navale. Anche i predetti migranti venivano trasbordati sulla nave Dignity e quest’ultima, stante le ulteriori disposizioni ricevute dal citato Comando Generale, dirigeva verso il porto di Pozzallo ove, a causa delle cattive condizioni del mare, giungeva solo alle ore 21:00 del 21.10.2015. Si procedeva quindi allo sbarco di tutti i migranti che venivano ospitati presso questo C.P.S.A.

LE INDAGINI

Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota di Carabinieri ed una della Guardia di Finanza hanno concluso le indagini dopo un intenso lavoro a stresso contatto con i migranti appena sbarcati.

La Polizia ha raggiunto l’obiettivo prefissato Grazie alle meticolose indagini degli investigatori ed alla collaborazione degli interpreti di dialetti africani molto difficili da comprendere. Solo così è stato possibile raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli scafisti.

Gli scafisti hanno condotto gommoni in pessime condizioni di sicurezza per la navigazione e carichi oltremodo di uomini e donne.

Le testimonianze hanno permesso di descrivere benissimo il ruolo di ognuno di loro, vi era chi stava al timone e chi alla bussola, con brevi periodi di alternanza.

Negli occhi dei migranti era ancora possibile vedere la paura di quanto affrontato, difatti è stato molto complicato inizialmente instaurare un rapporto di fiducia tale da farli determinare a collaborare con la Polizia.

È stato appurato anche in questa occasione che gli scafisti, appena in acque internazionali, hanno effettuato la chiamata di soccorso comunicando le coordinate gps e poi hanno gettato in mare il telefono satellitare.

Dopo non restava che aspettare i soccorsi per giungere in Italia e così dopo alcune ore sono arrivati a salvarli.

Adesso dovranno rispondere del grave reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e si trovano in carcere a Ragusa.

LA CATTURA

Le indagini condotte dalla Polizia Giudiziaria, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto i responsabili del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno infatti ristretto gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione. Sono ormai quotidiane le udienze di incidente probatorio e quelle che portano alla condanna degli scafisti, rispettivamente per la ulteriore cristallizzazione in sede processuale della prova anche ai fini dibattimentali. Al riguardo molte le sentenze di condanna inflitte dell’Autorità Giudiziaria e già passate in giudicato.

BILANCIO ATTIVITA’ DELLA POLIZIA

Nel 2015 sono 135 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati 199 scafisti dalla Polizia Giudiziaria. Inoltre, sono in corso numerose attività in collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste straniere a quelle Italiane.

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