Pozzallo, Polizia ferma fermato 2 scafisti responsabili di aver condotto 2 gommoni, uno di loro è minorenne

La Polizia a seguito di questo nuovo sbarco, ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di:

PRIEYE Williams, nato in Nigeria il 22/08/1990 e  T.I. nato in Gambia di 17 anni.

Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.  

I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE

Tra il 15 ed il 16 novembre scorsi, la motonave “TOPAZ RESPONDER” effettuava cinque soccorsi in acque SAR libiche di altrettanti natanti con migranti a bordo. In particolare, alle ore 17,35 del 15/11/2016, in posizione un gommone di colore bianco con 99 migranti a bordo che venivano trasbordati. Alle successive ore 19,05, imbarcazione con a bordo 22 migranti che venivano recuperati e presi a bordo. Alle ore 07,22 del 16/11/2016 avvistava due gommoni di colore blu procedeva al loro recupero. Difatti, alle ore 09,50 iniziavano i soccorsi che terminavano con il recupero rispettivamente di 150 e 170 migranti.

Alle ore 11,40 venivano trasbordati i 113 occupanti un altro natante. Alle successive ore 19,45 procedeva verso il porto di Pozzallo dove giungeva alle ore 15,00 del 17/10/2016 con 552 clandestini di varie nazionalità: Bangladesh, Nigeria, Libia, Gambia, Costa d’Avorio, Senegal, Mali, Sudan e Tunisia.

Dopo le operazioni sanitarie di rito, i migranti venivano trasferiti presso l’Hotspot i Pozzallo per le operazioni di identificazione.

ORDINE PUBBLICO ED ASSISTENZA

Il lavoro degli agenti della Polizia è sempre molto difficile in quanto bisogna far conciliare le esigenze di ordine pubblico, quelle di Polizia Giudiziaria ed ovviamente l’assistenza ai migranti appena sbarcati che resta prioritaria.

Il Funzionario dirigente del servizio di Ordine e Sicurezza Pubblica della Polizia di Stato, con a disposizione decine di uomini, ha dovuto poi coordinare, le immediate partenze, i trasferimenti dall’Hot Spot ad altre regioni di centinaia di migranti, in piena sinergia con i funzionari della Prefettura che coordinano la “macchina” dell’accoglienza.

Le operazioni di sbarco non hanno fatto registrare criticità ed è stata prestata la massima attenzione verso i soggetti che avevano bisogno di cure mediche, in particolar modo diverse donne incinte e minorenni.

Alle procedure hanno partecipato 30 Agenti della Polizia di Stato ed altri uomini appartenenti alle Forze dell’Ordine ed all’Esercito Italiano, così come gli Enti inviati dalla Prefettura di Ragusa, Protezione Civile, Croce Rossa Italiana e medici dell’A.S.P. per le visite mediche.

Le attività dell’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato risultano sempre complesse, dovendo essere espletate in tempi ristretti numerose incombenze, così da permettere un immediato invio dei migranti in idonee strutture d’accoglienza individuate dalla Prefettura in base ad un articolato piano di riparto nazionale del Ministero dell’Interno.

La Polizia Scientifica ha lavorato consequenzialmente senza sosta per le operazioni di preidentificazione e fotosegnalamento, in considerazione dei nuovi arrivi. Si sta procedendo al fotosegnalamento dei migranti sbarcati ed al loro trasferimento ad operazioni ultimate, da parte degli uomini della Polizia di Stato che lavorano senza sosta.

LE INDAGINI

Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota della Guardia di Finanza ed una dei Carabinieri, hanno sottoposto a fermo 2 scafisti di altrettanti gommoni soccorsi. Tuttora sono in corso indagini per individuare gli altri responsabili del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Le immediate indagini hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli scafisti, grazie sempre alle testimonianze sapientemente raccolte dagli investigatori.

nuovamente un minore tra gli arrestati, il giovane di appena17 anni conduceva il gommone con a bordo 99 migranti. I testimoni hanno riferito che, proprio sul gommone condotto dal minore, circa 25 migranti, a causa delle pessime condizioni meteo, sono caduti in mare. I compagni di viaggio non sono stati in grado di riferire quanti sono quelli che sono risaliti e quanti sono scomparsi tra le onde perchè c’era molta agitazione ed oguno ha pensato  salvarsi senza poter controllare gli altri.

Lo scafista minorenne è stato anche ascoltato dai poliziotti ma non ha forntito alcuna indicazione sugli altri migranti e si è dichiarato innocente.

Lo scafista maggiorenne è stato condotto in carcere a Ragusa a disposizione dell’A.G. iblea, mentre il minore è stato accompagnato a Catania presso il Centro di permanenza per minori indagati di reato a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni.

LA CATTURA

Le indagini condotte dalla Polizia Giudiziaria, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno infatti ristretto gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione. Sono ormai quotidiane le udienze di incidente probatorio e quelle che portano alla condanna degli scafisti, rispettivamente per la ulteriore cristallizzazione in sede processuale della prova anche ai fini dibattimentali. Al riguardo molte le sentenze di condanne dell’Autorità Giudiziaria.

BILANCIO ATTIVITA’ DELLA POLIZIA

Nel 2016 sono 177 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati 150 scafisti dalla Polizia Giudiziaria. Inoltre, sono in corso numerose attività in collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste straniere a quelle Italiane.

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