Pozzallo, Polizia ferma scafista tunisino perché ha condotto una barca con 79 suoi connazionali

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La Polizia a seguito dello sbarco di ieri ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di:

SADEK Sofien, nato in Tunisia in data 11.02.1985.

Secondo i testimoni è lui che ha condotto l’imbarcazione partita dalle coste tunisine. Il responsabile del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorreva con altri soggetti presenti in Tunisini al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.  

I migranti sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE

Alle ore 15,35 del 21 aprile u.s. la nave militare portoghese NRP D. FRANCISCO DEL ALMEIDA, interveniva in soccorso di una barca in legno carica di migranti. In un primo momento la barca in legno rifiutava di fermare il motore e di essere soccorsa. Seguendo le istruzioni di MRSC Palermo, la citata unità navale manteneva il monitoraggio della citata imbarcazione.

Al contempo, alle ore 17,15 del 21 aprile u.s., la nave militare NRP D. FRANCISCO DEL ALMEIDA riceveva istruzioni da IMRCC di Roma per operare un trasferimento di altri 14 migranti prima soccorsi dalla Guardia Costiera CP311.

Completato il predetto trasferimento, alle ore 22,30 successive, la nave militare notava che le luci di navigazione della piccola imbarcazione erano spente e le persone a bordo facevano chiari segnali con cellulari e torce. Pertanto la nave militare, alle ore 00,10 del 22.04.2018 metteva in mare i suoi Rhibs che affiancavano l’imbarcazione in legno, procedendo al soccorso dei migranti. Alle ore 04,00 successive terminava il trasbordo di complessivi 79 migranti, facendo rotta verso il porto di Pozzallo come da disposizioni ricevute da IMRCC Roma ove giungeva alle ore 13,00 odierne.

Dopo le operazioni sanitarie di rito, i migranti venivano trasferiti presso l’Hotspot di Pozzallo per le operazioni di identificazione.

LE INDAGINI

Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota della Guardia di Finanza di Pozzallo ed una dei Carabinieri hanno sottoposto a fermo lo scafista che ha condotto l’imbarcazione in legno carica di 79 migranti.

I migranti sono partiti dalla Tunisia ed hanno pagato mediamente 1.200 euro; alcuni hanno potuto usufruire di un’offerta, ovvero se portavano un amico pagante potevano viaggiare gratis.

Grazie alle testimonianze è emerso che il giovane si è posto sin da subito alla conduzione del natante e che era d’accordo con gli organizzatori tunisini del viaggio.

Al termine delle indagini, lo scafista sottoposto a fermo è stato associato presso la casa circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea competente territorialmente.

La Squadra Mobile di Ragusa, all’esito degli accertamenti sull’identità di ogni migrante effettuati dalla Polizia Scientifica, ha individuato 16 tunisini che erano già stato fotosegnalati in Italia.

Alcuni di questi con diversi precedenti penali ed altri per aver già tentato di fare ingresso sul nostro territorio e respinti con provvedimento del Questore.

All’esito di tutti gli accertamenti effettuati dagli investigatori della Squadra Mobile di Ragusa, sono stati arrestati per aver fatto nuovamente ingresso in Italia senza alcuna autorizzazione del Ministro dell’Interno 5 tunisini:

S.R. di anni 22 già sbarcato in Italia nel 2018 ed espulso a marzo;

B.S. di anni 23 già sbarcato in Italia nel 2018 ed espulso a marzo;

B.S. di anni 22 già sbarcato in Italia nel 2018 ed espulso a marzo;

E.G.M.C. di anni 25 già espulso nel 2014 con numerosi precedenti penali per: traffico stupefacenti, violazione domicilio, minacce, lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale;

M.M. di anni 30 già espulso nel mese di marzo 2018 e gravato da numerosi precedenti penali per: lesioni, furto aggravato, resistenza a Pubblico Ufficiale, Furto in appartamento, porto d’armi e traffico di sostanze stupefacenti.

All’esito delle determinazioni dell’Autorità Giudiziaria i 5 tunisini arrestati saranno nuovamente espulsi con provvedimento del Prefetto ed accompagnamento coatto in Tunisia.

LA CATTURA

Le indagini condotte dalla Polizia Giudiziaria, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno infatti ristretto gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione. Sono ormai quotidiane le udienze di incidente probatorio e quelle che portano alla condanna degli scafisti, rispettivamente per la ulteriore cristallizzazione in sede processuale della prova anche ai fini dibattimentali. Al riguardo molte le sentenze di condanne dell’Autorità Giudiziaria.

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