“Prima o poi mio marito ammazza qualcuno”. Le parole della moglie di Saro Greco e le foto del padre boss mostrate per far paura

Saro Greco

Saro Greco per darsi delle arie (e, quindi, per far paura alle persone che incontrava) mostrava sul telefono la foto del padre e gli articoli in cui si diceva che fosse stato arrestato per tentato omicidio.

Ciò che si legge nell’ordinanza del Gip del Tribunale di Ragusa che ha condotto Rosario (detto Saro) Greco al secondo arresto dopo la strage dei piccoli Alessio e Simone lascia senza parole.

Saro Greco, quasi un mese prima di uccidere i piccoli Alessio e Simone D’Antonio, era totalmente fuori controllo e seminava il panico per Vittoria, sfruttando l’immagine del padre boss, Elio Greco. Greco, va ricordato, aveva tentato di uccidere un altro boss, Raffaele Giudice (detto Varecchina) che, per tutta risposta, aveva negato qualsiasi “sparatina”. E, ancora una volta, l’episodio era stato chiarito solo grazie alle indagini delle Forze dell’Ordine. Ma quanto leggerete a breve supera qualsiasi immaginazione.

I fatti si riferiscono alla sera del 15 giugno ma il lavoro di ricostruzione della Polizia è stato durissimo per colpa, innanzitutto, dell’assoluta e totale mancanza di collaborazione dei cittadini presenti.

Il Gip, partendo dalle indagini della Mobile di Ragusa, fa una certosina ricostruzione di ciò che è accaduto a Vittoria, nel locale “Megapanino”. Si sottolinea come ad assistere all’accoltellamento (di cui Greco è responsabile) ci fossero decine di persone, le forze dell’Ordine riferiscono “almeno una cinquantina”, e che nessuno abbia denunciato. Pressoché tutti i presenti vedono la scena ma fanno finta che nulla stia accadendo.

Greco inizialmente era convinto che la vittima dell’accoltellamento fosse un “carabiniere” e poi un “informatore delle forze dell’ordine”. Potrebbe essere questo uno dei motivi dell’accoltellamento. Certamente le parole più significative sono quelle di Josephine Diana, ovvero la moglie di Saro Greco, che intercettata dalla Polizia mentre parlava con la zia, diceva: “mio marito Rosario è oramai fuori controllo” che li ha “lasciati senza soldi in quanto li spende tutti in alcool e droga” e che “in giro litiga con tutti”, infatti racconta che “nella giornata di ieri ha preso a schiaffi un ragazzo”. Ma non finisce così, infatti la moglie di Greco vuole separarsi dal marito, ancor prima della strage dei piccoli Alessio e Simone, in quanto “lui per forza deve far succedere qualche ammazzatina, per forza”.

Ha ragione il Prefetto Filippo Dispenza quando dice che “la città di Vittoria deve creare uno stato di ribellione permanente all’arroganza criminale! Che la stragrande maggioranza dei cittadini, persone per bene, devono ribellarsi per non essere più ostaggio di questi miserabili criminali che seminano paure e terrore in città. I cittadini per bene hanno il diritto di vivere liberi dalle paure”.

Perchè – continua – “se solo qualcuno di quei presenti la sera del 15 giugno al “Megapanino” avesse parlato, Rosario Greco sarebbe finito prima in carcere per tentato omicidio e magari la sera dell’undici luglio quanto accaduto non sarebbe successo. Ed i piccoli Alessio e Simone sarebbero ancora in vita”.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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