Processo Borsellino quater, il Pm: “Riina aveva fretta di fare la strage”

Il pubblico ministero Stefano Luciani, durante la sua requisitoria nel quarto processo per la strage di via d’Amelio, a Caltanissetta, si e’ soffermato a lungo sull’attendibilita’ e sulle dichiarazioni rese da Gaspare Spatuzza, che con le sue rivelazioni ha permesso di aprire un nuovo filone d’indagini sulle stragi del ’92.

“Sia Spatuzza che Cancemi hanno detto che alla fine del mese di giugno del ’92 Toto’ Riina aveva fretta affinche’ si eseguisse l’attentato a Borsellino. Spatuzza ha anche riferito che Cannella gli aveva affidato l’incarico di rubare la 126 alla fine di giugno”. Anche dai sopralluoghi effettuati, arrivano dei riscontri. “Spatuzza ci ha permesso di individuare il garage di via Villasevaglios dove fu preparata l’autobomba. Fu li’ che incontro’ uno sconosciuto, non appartenente a Cosa nostra che aveva all’incirca 50 anni”.

“Non ci sono dubbi sul fatto che il mandamento di Brancaccio sia responsabile delle stragi del ’92”, ha proseguito il Pm Luciani, durante la sua requisitoria: “Tutino sapeva perfettamente cosa si stava iniziando a fare. Il nome di Tutino era gia’ stato fatto da Spatuzza il quale aveva parlato anche del coinvolgimento dello stesso Tutino nel furto della 126. Il pentito di ‘Ndrangheta Francesco Raimo ci ha invece detto che quando era detenuto con Tutino, quest’ultimo, non appena ricevette l’avviso di garanzia per la strage di via D’Amelio, non nascose la sua preoccupazione perche’ temeva che Spatuzza avesse fatto il suo nome. C’e’ poi Vito Galatolo, al quale, nel ’92, Tutino consiglio’ di chiudere un parcheggio che lui e alcuni suoi familiari gestivano nei pressi di via D’Amelio. Hai visto cosa e’ successo? Te l’avevo detto di non andare in quel parcheggio”. Udienza rinviata a domani.

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