Processo Capaci bis, Pm: “Falcone ucciso per gli esiti del maxiprocesso”

“Falcone venne ammazzato per la sua attivita’ di contrasto alla mafia e per gli esiti del maxi processo”.

Lo ha affermato il Pm della Dda, Stefano Luciani, durante la sua requisitoria, a Caltanissetta, nel corso del secondo processo per la strage di Capaci.

“Riina – ha argomentato il Pm – si era impegnato con tutta l’organizzazione criminale, a cambiare in Cassazione gli esiti del processo, perche’ sperava negli appoggi politici di Salvo Lima, Andreotti e Ciancimino.

Cosa nostra temeva la conferma del teorema Buscetta e quindi che emergesse la presenza, all’interno dell’organizzazione criminale, di una struttura verticistica. Riina era certo che il processo venisse assegnato al giudice Corrado Carnevale, ma questo non avvenne perche in Cassazione, venne decisa una rotazione nell’assegnazione dei processi di mafia. In quest’ultimo aspetto Cosa Nostra vide un protagonismo di Falcone”.

A proposito invece della deposizione resa da Carnevale, Luciani ha ironizzato: “Stendiamo un velo. E’ venuto a dirci che non gli interessava di presiedere il maxi processo perche’ lui stava andando in pensione e ha anche sminuito le critiche, fatte pubblicamente, nei confronti di Falcone. E’ arrivato a smentire anche il contenuto di una telefonata in cui si riferiva a Falcone in modo non certo lusinghiero. Tuttavia i dati in nostro possesso dimostrano che le cose non stanno come dice Carnevale”.

Imputati sono Salvo Madonia, Vittorio Tutino, Giorgio Pizzo, Cosimo Lo Nigro e Lorenzo Tinnirello.

Mafia: Capaci bis,pm “stragi Falcone e Borsellino decise nel ’91”

“Cosa nostra sentenzio’ l’eliminazione dei giudici Falcone e Borsellino, dando il via alla stagione stragista, nella prima decade del dicembre del ’91, durante la riunione della commissione provinciale di Cosa nostra, convocata da Toto’ Riina per gli auguri di Natale. Bisognava rompere le corna a questi magistrati. Commissione che aveva il compito di deliberare gli omicidi eccellenti”.

Lo ha detto, nel corso della sua requisitoria, nell’ambito del secondo processo per la strage di Capaci, in corso davanti la Corte d’Assise di Caltanissetta, il Pm della Dda nissena, Stefano Luciani.

“Decisione presa da Riina – ha proseguito il pm – e che andava comunicata a tutti i capi mandamento. Presente a quella riunione, anche Salvuccio Madonia, in rappresentanza del mandamento di Resuttana, il quale aveva gia’ partecipato anche ad altri incontri nel corso dei quali si era gia’ discusso di eliminare magistrati, politici ed esponenti delle forze dell’ordine perche’ era giunto il momento di vendicarsi di nemici e traditori. Riina disse che era arrivato il momento della resa dei conti. Tutti dovevano prendersi le loro responsabilita’.

Clima gelido in quella riunione, riferi’ il collaboratore Antonino Giuffre’, dove nessuno oso’ intervenire e contraddire Toto’ Riina il quale fu accolto dai presenti con un silenzio assoluto”.

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