Processo Stato-mafia, Contri: Falcone disse ‘mi avete consegnato ai boss’

“Non avevo mai visto Giovanni Falcone cosi’ deluso e colpito come quando non fu approvata dal Csm la sua nomina a capo dell’ufficio istruzione. Mi disse: Avete capito che mi avete consegnato alla mafia? Era scosso, impaurito”.

Lo ha riferito Fernanda Contri, ex segretario generale di Palazzo Chigi e amica di Giovanni Falcone, deponendo nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo nell’ambito del processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia.

I fatti che ha riferito Contri – che ha risposto alle domande dei pm Francesco Del Bene e Nino Di Matteo – risalgono al 1988 quando da componente del Csm si batte’ in favore della nomina di Falcone. Proprio in quel periodo ha detto la Contri, Falcone pronuncio’ la frase: “Quando uno Stato lascia solo un suo servitore diventa un facile obiettivo'”.

L’accusa ha affrontato la vicenda del tentato (e fallito) attentato all’Addaura: “Fu messa in giro la voce che se l’era fatto da solo. Io andai a trovarlo, a casa sua si respirava – ha detto – un’atmosfera pesantissima.

La moglie di Falcone (Francesca Morvillo) si alzava continuamente per rispondere – ha spiegato – ma dall’altra parte nessuno parlava. Lei era molto scossa”.

Stato-mafia: Contri, Mori mi parlo’ di colloqui con Ciancimino

“Il generale Mori non mi parlo’ mai di trattativa. Pero’ mi disse che stava incontrando Vito Ciancimino per indagare sulle stragi Falcone e Borsellino.

A luglio quando non erano stati ancora celebrati i funerali di Borsellino cercai Mori per capire come era possibile che a meno di due mesi dalla strage di Capaci la mafia avesse colpito di nuovo. Ero a Palermo con il presidente Scalfaro per i funerali della scorta e vidi Mori, forse in quel caso lui mi disse degli incontri con Ciancimino”.

Lo ha sostenuto l’ex componente del Csm Fernanda Contri, che aveva gia’ parlato di questi incontri alla Procura di Caltanissetta, che sta deponendo dinanzi alla Corte di assise di Palermo, presieduta da Alfredo Montalto, nell’ambito del processo sulla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia.

“Si sapeva che Vito Ciancimino – ha aggiunto – aveva rapporti molto stretti con la mafia, una sorta di consulente. Di questi colloqui informai il presidente del Consiglio Giuliano Amato”.

“Alcuni giorni prima che fosse ucciso, incontrai Paolo Borsellino a Roma. Mi prego’ di intervenire presso il Governo per accelerare i tempi di approvazione di certe leggi, in particolare quella sui pentiti. Mi disse: ‘Io ne sto interrogando nove, vado avanti e indietro dalla Germania e ho bisogno – ha proseguito Contri rispondendo alle domande dell’accusa – che questi approvino certe leggi’. La mia e’ una corsa contro il tempo, contro tutti i tempi”.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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