Processo Stato-mafia, per i Pm “Dell’Utri protagonista dell’attentato alle istituzioni “

“Riina considera Marcello Dell’Utri una persona seria che ha mantenuto la parola data. Mentre non ha una buona considerazione di Silvio Berlusconi, che reputa non affidabile”. Lo ha detto in aula il sostituto della procura nazionale antimafia Francesco Del Bene, proseguendo la requisitoria nel processo sulla trattativa tra Stato e mafia nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo.
L’accusa – in aula anche i pm Vittorio Teresi e Roberto Tartaglia e il sostituto della Procura nazionale antimafia, Nino Di Matteo – ha “fatto sue” le dichiarazioni del boss dei boss, Salvatore Riina, intercettato in carcere nel 2013 mentre conversa con Alberto Lorusso. Il pm chiosa: “Oppure Toto’ Riina e’ il capo di Cosa nostra per tenerlo ai 41 bis e poi e’ rincoglionito quando parla di tutto il resto?”. L’accusa ribadisce il concetto: “A fine 1993 Marcello Dell’Utri si e’ reso disponibile a veicolare il messaggio intimidatorio per conto di Cosa nostra, ovvero stop alle bombe in cambio di norme per l’attenuazione del regime carcerario. Cio’ e’ avvenuto – ha detto Del bene – quando un nuovo governo si era appena formato, nel marzo del 1994, con la nomina di Silvio Berlusconi alla carica di presidente del Consiglio”. Il magistrato ha parlato di “potere ricattatorio di Dell’Utri su Berlusconi, per effetto dei rapporti pregressi”. Provati sarebbero peraltro i contatti – dice Del Bene – e gli incontri, a fine ’93, tra Marcello Dell’Utri, oramai non piu’ solo un manager ma un uomo pubblico e organizzatore del partito che vincera’ le elezioni nel marzo 1994, e Vittorio Mangano che ha appena finito di scontare una condanna definitiva per mafia ed e’ ritenuto il capo della famiglia mafiosa di Porta nuova.

Stato-mafia: Pm, evidente convergenza interessi con Berlusconi 

Il pm Francesco Del Bene – proseguendo stamane la requisitoria nel processo sulla trattativa Stato-mafia, nell’aula bunker dell’Ucciardone – ha inoltre sostenuto che, successivamente, attraverso i contatti tra i boss di Brancaccio, Giuseppe e Filippo Graviano con Marcello Dell’Utri, “Bagarella sa, fin dal 1993 della discesa in campo di Silvio Berlusconi. I Graviano mantenevano il contatto e i rapporti con la politica e con Dell’Utri per cui il boss corleonese, alla fine, fornisce sostegno al nascente movimento politico di Forza Italia in cui, di fatto, confluisce il movimento politico Sicilia Libera”. Il pm ha ricordato – citando le motivazioni della sentenza della corte di cassazione – che “fin dagli anni Settanta Marcello Dell’Utri intratteneva un rapporto paritario con esponenti di Cosa nostra”. Contatti che – dice Del Bene rivolgendosi alla Corte d’assise – sono proseguiti anche dopo la scomparsa dei boss Teresi e Bontate, uccisi dai corleonesi di Toto’ Riina. Inoltre, il pm ritiene che “la presenza di Vittorio Mangano ad Arcore, mafioso del mandamento di Porta Nuova, per il tramite di Dell’Utri, rappresenta la convergenza di interessi tra Berlusconi e Cosa nostra”.

 Stato-mafia: Pm,Dell’Utri protagonista attentato a istituzioni 

(AGI) – Palermo, 25 gen. – “Leoluca Bagarella, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, Vittorio Mangano, Marcello Dell’Utri: Il movimento Sicilia Libera ha in se’ tutti i protagonisti del reato di attentato a corpo politico dello Stato che contestiamo agli imputati di questo processo”. Il movimento politico Sicilia Libera, voluto dal boss Leoluca Bagarella, e i contatti tra esponenti di Cosa nostra e Marcello Dell’Utri, fin dagli anni Settanta, e’ al centro della requisitoria del pm Francesco Del Bene, al processo sulla trattativa tra Stato e mafia, nell’aula bunker dell’Ucciardone. L’accusa ha ripercorso il periodo post stragi del 1992 e del 1993. “Cosa nostra ha l’esigenza di interloquire direttamente con le istituzioni e Bagarella – ha detto Del Bene – tenta di farlo con questo movimento politico nel cui statuto vengono inseriti i punti che tanto stanno a cuore a Cosa nostra, tra cui la giustizia e provvedimenti sul mondo carcerario”.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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