Processo “Melanzane tarocche”, ricorso in Cassazione contro esclusione parti civili

Il legale di AltrAgricoltura, Antonio Ingroia e l’avvocato di Maurizio Ciaculli, Giuseppe Nicosia, hanno presentato separatamente ricorso in Cassazione “per abnormità” contro l’esclusione dalle pari civili da loro rappresentate, nel processo iniziato l’1 febbraio scorso dinnanzi al giudice monocratico del Tribunale di Ragusa, Vincenzo Saito.

Il processo ha avuto le mosse dalla denuncia presentata nel 2012 dall’agricoltore Maurizio Ciaculli, per frode commerciale; il produttore trovò delle confezioni di melanzane con il suo imballaggio e la sua etichettatura in alcuni punti vendita senza averle mai vendute alla catena.

A processo sono finiti il legale rappresentante della piattaforma di Anagni del gruppo Lidl, il rappresentante del gruppo Napoleon e due produttori. AltrAgricoltura, motiva il ricorso per abnormità rilevando che la causa di esclusione sia avulsa dai principi che disciplinano la materia e “priva di riferimento normativo” e che gli articoli del codice di procedura penale, in combinato con la norma generale del codice penale”attribuiscono al danneggiato del reato la facoltà di preferire il giudice penale a quello civile in presenza di determinati presupposti”.

L’associazione AltrAgricoltura riporta quindi stralci del suo statuto a dimostrare la sussistenza dei presupposti e sostiene, citando due sentenze di Cassazione del 2009, che in presenza dei requisiti, il giudice “deve ammettere la partecipazione al processo penale di tutti i soggetti danneggiati dal reato che ne fanno regolarmente richiesta”.

Sulla esclusione di Ciaculli “essendo parte offesa la società che risulta fallita” e “perché nulla si sa dell’eventuale interpello del curatore fallimentare”, l’avvocato Nicosia sostiene nel suo ricorso che “una delle concause se non la principale del fallimento sia stata la frode e la perdita delle commesse a seguito della denuncia, che il fallimento della societa’ era cosa nota alle parti processuali e al giudice, che nessuna curatela poteva essere interpellata a fallimento gia’ chiuso e che comunque la cassazione e il diritto penale prevedono la possibilita’ dei soci della societa’ fallita di costituirsi parte civile oltre e a prescindere dall’eventuale costituzione di curatela”.

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