Processo Stato-Mafia: Massimo Ciancimino, Papa’ fu venduto e sostituito con Dell’Utri

“Mi padre mi ha detto di essere stato venduto e consegnato per vari motivi. E sostituito con un altro personaggio che doveva attuare la fase B della cosiddetta trattativa. Questo personaggio era Marcello Dell’Utri”.

Lo ha detto Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo Vito, deponendo nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. Massimo Ciancimino – rispondendo alle domande del pm Nino Di Matteo davanti alla corte di assise presieduta da Alfredo Montalto – ha spiegato che “questa informazione mio padre l’aveva appresa direttamente da Bernardo Provenzano, nel corso di un incontro a Roma, tra il 1999 e il 2000”.

Il figlio di Vito Ciancimino ha sostenuto in aula che suo padre subito dopo l’omicidio di Salvo Lima aveva cominciato a “manifestare” disagio e la voglia di essere sentito dalla commissione nazionale antimafia.

“Mio padre fu pure intervistato da Pansa per l’Espresso – ha detto Massimo Ciancimino – il 24 giugno 1992, dunque ad omicidio Lima e strage Falcone avvenute, affermando che entrambi facevano parte di una strategia ad alto livello. Rimase molto indisposto dal fatto che l’intervista fu pubblicata solo diversi mesi dopo”.

Stato-mafia: Ciancimino,mi dissero vai via Provenzano si consegna

“Il giorno dell’arresto di Bernardo Provenzano, l’11 aprile 2006, mi trovavo con la mia famiglia a Sharm el Sheik. C’era con me anche uno dei miei legali. Mi allontanai perche’ una ventina di giorni prima fui avvertito che a breve sarebbe stato arrestato Bernardo Provenzano. Attraverso il signor Franco ricevetti l’invito ad allontanarmi in vista di un peggioramento della mia situazione processuale”.

Lo ha riferito Massimo Ciancimino, figlio delll’ex sindaco mafioso di Palermo, Vito, deponendo al processo sulla cosiddetta “trattativa” tra Stato e mafia, nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. Massimo Ciancimino, rispondendo alle domande del pm Nino Di Matteo, ha precisato che in quel periodo era indagato, tra le altre cose, per riciclaggio e intestazione fittizia di beni ma non era sottoposto ad alcuna misura restrittiva.

“Il signor Franco mi disse – ha detto Massimo Ciancimino – che Provenzano era stanco, ammalato e si era convenuto che aveva deciso di consegnarsi alla giustizia. Io non sapevo come, dove o quando materialmente l’arresto di Provenzano sarebbe avvenuto”. Massimo Ciancimino ha inoltre detto che mentre era in Egitto si teneva costantemente aggiornamento sugli accadimenti italiani sia attraverso la tv ma anche tenendosi in contatto con un paio di giornalisti palermitani.

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