“Qui siamo all’inferno…” – Gli abitanti chiedono aiuto!

Case popolari Treppiedi - Modica (5)

L’inferno delle case popolari a Modica non è neanche immaginabile, per chi non abbia il coraggio di visitarle. I diversi palazzi di Corso Sandro Pertini, situate proprio al centro del Polo Commerciale modicano, assomigliano a dei lager con condizioni igienico sanitarie allucinanti, oltre la soglia minima consentita. Negli alloggi sono ospitate più di duecento famiglie, per un totale (grossomodo) di un migliaio di residenti. Persone che, con grande dignità, vorrebbero soltanto poter abitare in condizioni accettabili, anzi, probabilmente, anche soltanto minimamente vivibili. Invece non è così. È come se all’ingresso vi fosse l’epigrafe dantesca, “lasciate ogni speranza o voi che entrate”. Degrado, disperazione e mancanza dei più elementari accorgimenti sulla sicurezza. “Cà siemu all’inferno, siemu scuddati ri tutti, macari ro Signuri”. È il commento di una signora che ci accoglie, mostrandoci tutta la propria rabbia, per le condizioni disumane nelle quali sono costretti a vivere. Le case popolari di Treppiedi balzano agli onori delle cronache, in occasione delle tornate elettorali. Qui dove si cerca di far pesare il diritto, scambiandolo con il favore; dove piccoli “potenti del quartierino”, si atteggiano a boss, utilizzando gli abitanti come proprie “riserve di caccia” elettorali. “I politici – ci chiede retoricamente un abitante -? Qua vengono soltanto per acchiapparsi i nostri voti e, credetemi, ogni volta ci promettono di tutto”. Ed è proprio il tutto che manca. Negli spazi comuni, cioè dinanzi alle entrate delle diverse “scale”, nei parcheggi, in quelle che una volta erano le “aree a verde”, non c’è nessun tipo di manutenzione (già soltanto il termine “manutenzione”, sembra in netta contraddizione con la realtà abitativa). Case popolari Treppiedi - Modica (21)Ci sono discariche abusive, con materiali pericolosi. I tetti che crollano, tenuti soltanto da appositi teloni e reti che vanno, via via, spaccandosi. “Una ragazza, la settimana scorsa, ha totalmente rovinato la macchina – sono le parole di un residente -: le è caduta un’intera tegola sul parabrezza. Vi immaginate se fosse caduta sulla sua testa, invece che sulla vettura?”. Nei cortili (quelli pieni di rifiuti, bottiglie di plastica ed escrementi di piccioni) giocano i bambini. Proprio negli stessi cortili dove, spessissimo, si vedono passare ratti delle dimensioni di gatti; neri come la fogna più scura e schifosa. Chiediamo dove siano gli impianti di sicurezza, le pompe antincendio, gli estintori. Insomma, quelle attrezzature fondamentali e minime, che possano garantire la sicurezza. “Estintori? Qui niente è a norma – ci risponde un signore, che preferisce non essere citato –. Qui dovrebbero chiudere ogni cosa”. Proprio sul tema, ci viene raccontato che, l’ultimo estintore, è stato usato per domare un incendio il mese scorso. “Adesso non c’è veramente più niente. Possiamo bruciare come all’inferno”. E se credessimo che i problemi fossero finiti qui, ci sbagliamo di grosso. Basta girarsi di poco, per rendersi conto che ci sono punti dove la fogna è a cielo aperto. I muri, impregnati di umidità, sono sempre più pericolanti. Quando piove – ci raccontano -, il livello dell’acqua è assurdo. “Si formano laghi con l’acqua di scolo. Uno stillicidio, perchè manca una pendenza adeguata.Case popolari Treppiedi - Modica (23) In inverno, le nostre macchine, sono motoscafi. È una vergogna – conclude -, che ci facciano vivere così”. Eppure, in questi luoghi, si trascinano dietro problemi annosi, per la cui soluzione basterebbe solo maggior sensibilità. Basta entrare dentro una “scala” abitativa, per vedere fili della corrente elettrica “volanti”, prese senza nessuna protezione, l’ascensore che non funziona (proprio nel palazzo più alto, ben tredici piani, e pensare che è totalmente nuovo). Infine i problemi di criminalità. “Mancano totalmente i controlli, nelle ore notturne accade di tutto”. Gli ingressi sono accessibili a chiunque, consegnando gli inquilini dei palazzi a sonni non certo tranquilli. “Qui i disagi e le magagne sono all’ordine del giorno — concludono i condomini —. Un calvario. Viviamo ai margini, dimenticati e privati persino della dignità di cittadino. Che sa tanto di vivere in un ghetto”. “Mi domando come chi ha le responsabilità, non si vergogni a tenere gli abitanti in questo stato disumano”. È il responsabile comunale di “Cittadini Liberi”, Giorgio Iabichella, il primo a raccogliere il grido disperato che proviene dagli alloggi popolari modicani. “Come semplice cittadino e come responsabile di un movimento, chiederò alla Magistratura di indagare. In questi alloggi manca ogni cosa – sottolinea Iabichella -, dagli impianti di sicurezza, alla pulizia, per finire alle condizioni igieniche che assomigliano a quelle delle favelas brasiliane”. Il responsabile di “Cittadini Liberi”, si chiede come mai il contratto di quartiere sia stato sospeso. “Non si capisce che fine abbiano fatto gli interventi che erano inseriti nel contratto. Erano già iniziati i lavori ma poi, misteriosamente ed all’improvviso, tutto è stato bloccato, lasciando pericolosamente aperto il cantiere. Ritengo che chi ci amministra, chi presiede lo Iacp, debba intervenire per porre fine a questa vergogna”. Queste abitazioni non hanno niente a che vedere con la dignità degli appartamenti, che dovrebbero essere concessi alle fasce più deboli della popolazione. Case popolari Treppiedi - Modica (11)Questo, almeno, dovrebbe essere il significato letterario delle “case popolari”. Dovremmo vergognarci, come abitanti di una città che vuole puntare al Turismo e che si dice “nobile”. Non si può consentire che, al giorno d’oggi, ci siano situazioni così oltre il limite. Il grido di aiuto di chi, con grande dignità, abita questi locali – chiedendo soltanto di vivere -, dovrebbe smuovere le coscienze. Nessuno deve voltare le spalle o sfruttare il bisogno. Invece, purtroppo, è ciò che sempre più spesso accade. Almeno in questo “inferno di Treppiedi”.

 

 

 

 

 

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

4 COMMENTI

  1. L’accatastamento dei rifiuti non avviene per virtù divina, il degrado e l’abbandono sono frutto dell’incuria di chi, agevolato dall’assistenzialismo sociale, tutto fa tranne che prendersi cura delle cose che gli vengono “affidate”. Affidate …… non regalate.

    • L’accatastamento non avviene per virtu’ divina ma non sempre avvine per virtu’ di chi ci vive, Pur non togliendo le colpe a nessuno, posso dire che molta gente “passante” si ferma con la propria auto per lasicare rifiuti in quella zona e se il comune non rispetta il proprio compito e’ naturale che poi tutto si accatasta.. per quanto riguarda l’assistenzialismo sociale posso anche dire che negli ultimi anni tutto c’e’ stato tranne che quello…
      la colpa del degrado delle strutture e dei lavori mai completati non ‘e di certo di chi ci vive
      e ricordo infine che non tutti gli abitanti di quella zona e’ gente che viene “agevolata” e alla quale le cose vengono “regalate”, C’e’ gente che tutte le mattine si alza per andare a lavorare e cercare di sostenere la propria famiglia e non e’ giusto che questi paghino le colpe degli altri.. l’aiuto che viene chiesto non e’ di natura finanziaria, i soldi per quella zona sono stati stanziatti ma misteriosamente spariti, viene di chiesto di utilizzare quei soldi,di completare i lavori, di non lasciare ponteggi,reti di protezione e altro cosi’ nell’incuria.. Bambini, gente anziana e chiunque e’ a rischio. Io vivo li e sono cresciuta li e per quanto lei possa dire di averlo fatto posso dirle che dalle sue parole e’ come se stesse dicendo di lasciare marcire buoni e meno buoni in quello stato di degrado che creato e o meno dagli stessi alla fine degrado rimane e io non augurerei mai questo a nessuno e se di comunita’ si parla, la comunita’ ha un minimo di scrupolo e rispetto per l’essere umano, ovvio che se poi la gente non rispetta e’ giusto che paghi e si assuma le proprie colpe. ma mi creda il materiale dei rifiuti che vede e’ materiale lasciato da chi ha fatto lavori mai completati, da gente maleducata che vive li e non solo.

  2. Sono d accordo con Margherita,io vivo in una casa popolare è siamo io ed insieme ad altri condomini ad occuparci della manutenzione interna ed esterna del condominio,non aspettiamo che si arrivi a questo punto!!!!!!!!!!invece si accontentano vivere nel degrado,ma non alzano un dito!visto che gli abitanti sono tanti si dessere una mossa,prima a togliere tutte le carcasse di vecchie automobili,qualche tempo fa io personalmente le ho viste,e poi a togliere tutta la spazzatura che loro stessi buttano……..!

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