Quando le mamme crescono… fanno un bilancio della festa del cioccolato!

Gli sforzi per attirare tanta gente e dare luce alla città si sono visti. Complimenti a chi ha organizzato il tutto! Ma per deformazione professionale di “mamma”, io vado oltre,in quanto chi educa e trasmette i valori non può fermarsi alle apparenze, ne ricerca il significato e la motivazione.

Lasciando da parte i costi, che sappiamo sono alti e che anche noi cittadini dobbiamo supportare, mi chiedo perché una festa del cioccolato a Modica ? Il senso di un evento di tali proporzioni a mio avviso va ricercato nella ricaduta economica e sociale sulla città, non solo per quei tre o quattro giorni di festa.

Se i giovani dai diciotto anni in su hanno trovato un’occupazione che vada oltre il tempo della manifestazione … se nuovi nuclei a condizione familiare hanno aperto attività nel settore e portano avanti la loro economia senza troppi indebitamenti … se non si dà luogo a nuove forme di sfruttamento proprio nella nostra città e tra noi cittadini … se si cerca di utilizzare prodotti che non hanno reso schiavi i bambini in altri paesi in via di sviluppo … direi che la festa del cioccolato a Modica ha davvero motivo di ripetersi.

Da parte mia posso dire da precaria, che questa festa ha creato più scompiglio che altro, dato che lavorare nei siti di importanza turistica, senza nessun incentivo economico , in giorni così delicati mi sembra una distrazione imperdonabile di tutte le amministrazione. Quando un turista parla con me io rappresento la città. Lo stesso accade alla commessa precaria dietro il bancone alle undici di sera. Che ve ne accorgiate o non è così, sebbene il settore commerciale e turistico siano diversi ma strettamente collegati.

Questo vale anche per la stagione estiva, non solo per la festa del cioccolato. Ultima considerazione: le feste devono creare un senso di appartenenza e condivisione nella città, e in questa occasione posso dire con certezza che non c’è mai stata. Mi sono arrivate forti le divisioni in tre parti della città: i commercianti, i cittadini delle zone esterne al cuore centrale della manifestazione non ne hanno sentito gli echi, se non per i disagi al transito. Questo mi sembra un punto su cui fare attenzione, per fare sì che non si creino commercianti e cittadini di serie A e di serie B.

Tutti devono essere coinvolti, tutti devono sentire il senso della festa e della modicanità che è insita in questa iniziativa. Chiudo con il desiderio che oltre le apparenze ci sia l’esseziale che per me è fatto di queste cose: la salute , il lavoro e la dignità che ne consegue, il non pensare solo al proprio tornaconto, proteggere la cultura, le tradizioni, il patrimonio della nostrà città e soprattutto che ci sia la pace.

Buon Natale da una mamma di Modica.

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Donna, mamma, e lavoratrice precaria ( da 15 anni ) che ha visto nella maternità, nella relazione di coppia, nella precarietà sociale una strad infinita per crescere e guardare oltre il proprio confine personale. Nella sua vita si intersecano ogni giorno il racconto della storia di Modica e il racconto di fiabe per bambini, la cui fantasia, creatività, innocenza, grandezza va protetta ad ogni costo da una società, una scuola, una famiglia sempre più spesso distratta, impreparata, incapace di mettere al giusto posto le priorità.

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