Quando le mamme crescono…sono in tante a volere una biblioteca…

Nella fiaba “ Il tesoro di Gustavo” di Peter Sìs, il nanetto protagonista ha, come ciascuno di noi, un dono speciale: una voce bellissima.

Nella sua vita ha tutto ciò che gli occorre come l’acqua fresca e le bacche succose che ogni giorno i suoi amici nani gli regalano. Nel tempo però perde i suoi amici e le cose essenziali che gli regalavano, perché ha ceduto al desiderio di possedere tante ricchezze superflue. Deciderà di restituire i tesori ricevuti mettendosi in viaggio, e lungo il cammino scoprirà il vero tesoro di cui ha bisogno: la sua voce, i suoi amici, le cose essenziali come l’acqua e le bacche succose.

Dopo il pomeriggio e la serata di “ IO VADO IN BIBLIOTECA” , è chiaro che in questa città ci sono persone, che non si fanno abbagliare da luccicanti tesori superflui ( la presenza all’Expo, l’illuminazione natalizia, una miriade di eventi estivi ) che per essere lucidati e mantenuti succhiano il denaro di tutti inutilmente. I bambini per primi, sanno distinguere l’essenzialità delle cose. Ciò che serve davvero a questa città? Luoghi di incontro e di cultura, per tutti, grandi e piccoli. Investire nel rifacimento di opere che conservano tesori, e poi di conseguenza nel turismo culturale, questa è la strada da prendere. Questa è la sfida di un’amministrazione, altrimenti da qui ce ne andiamo tutti, perché non è luogo adatto a noi e ai nostri figli. Se non c’è cultura non c’è lavoro, né turismo, né crescita. E’ ovvio che il settore sanità, scuola, giustizia hanno la priorità su tutto.

E’ da un po’ che le persone mi chiedono se voglio entrare in politica: la risposta è assolutamente no. Non può arrivare una mamma e cambiare il concetto di politica dentro la politica, mentre ci sono solo due o tre Don Chisciotte che lottano contro i mulini a vento. No! Io dentro questo tipo di politica non ci voglio entrare. Io la politica la faccio a modo mio, ogni giorno, con i gesti piccoli piccoli. Sono molte le persone che vanno avanti su questa strada e che ne sono consapevoli. Il fatto che delle mamme, ma anche papà, nonni e nonne, zii e zie, nipoti e cugini si uniscano con associazioni, singoli cittadini, attori, musicisti, insegnanti per dire “IO VADO IN BIBLIOTECA” è l’esempio più semplice di come si può fare politica: cioè di come ci si può occupare della cosa pubblica. Non occorrono milioni per fare eventi molto belli in città. Non occorre bloccare le vie di fuga. Non occorre tagliare pini giganteschi e farli morire in piazza. Non occorrono renne o carri allegorici.

Ci sono così tante potenzialità, professionalità, competenze che non si vede la necessità di pagare gli esperti esterni per organizzare gli eventi, per dirigere i teatri, per creare sportelli per l’occupazione. Cosa è successo a “ IO VADO IN BIBLIOTECA” ? I bambini si sono tuffati sui libri della biblioteca delle fate e i grandi che li accompagnavano o che si sono offerti volontari, hanno letto per loro e con loro. La biblioteca delle fate, è un’idea da me partorita, circa un anno e mezzo fa, per sottolineare la mancanza di una vera e propria biblioteca. E’ nata dalla collaborazione di genitori e non sia di Modica, che di altre città, che hanno regalato libri per tutti i bambini. I bambini hanno adorato i libri che vengono dal giardino di Rita, che secondo me, ci ha raccomandati per un sole dolcissimo a riscaldarci, invece della pioggia e dei nuvoloni. Anche il laboratorio dedicato ai bambini, dall’altra parte della piazza, è stato molto partecipato ( Ass. Biribiliie). Tanti adulti esponenti delle associazioni ( AIMC, Amici del Campailla, Banca del Tempo, Sportello antiviolenza, Astrid ) hanno letto, e tante persone si sono fermate ad ascoltare.

Più di duemila libri, per adulti e bambini, sono stati regalati ( ad opera di Piergiorgio Barone e Francesco Trombadore). Molti giovani hanno partecipato all’organizzazione dell’incontro. Attori e musicisti hanno dato il tocco magico a tutto: Carlo Cartier, Ornella, Fratantonio; Gianluca Abbate, Tommaso Piazzese. Fiammetta Poidomani ,Ylenia Macrì,Emanuele Spadola. Nell’angolo del Thè delle fate è’ venuta a trovarci anche l’Assessore ai servizi sociali, Rita Floridia, di cui sempre mi arriva la delicatezza e la determinazione allo stesso tempo. Il sindaco voleva venire ma non ha potuto per via di altri impegni. A nome del sindaco ha detto che presto si aprirà una biblioteca multimediale per i bambini presso il Palazzo della cultura, che i collaudi a Palazzo Moncada sono completati e mancano gli arredi a cui si provvederà. Indefinita la data di apertura della nuova biblioteca.

Ha sottolineato la buona volontà nel volere aprire la biblioteca, e io ho risposto che tuttavia sembra che ci siano sempre tante cose che vengono prima e che non sono poi così primarie. Tuttavia se è vero che una amministrazione non si giudica per la volontà e le buone intenzioni, ma per la concretezza dei fatti, ognuno di noi nel suo piccolo deve continuare a fare insieme agli altri ciò che è in suo potere, per questo in futuro sentirete ancora parlare delle mamme di Modica, delle associazioni, dei singoli cittadini che si uniscono perché la città è di tutti, è un’estensione della nostra casa, per cui tutti dobbiamo prendercene cura se non vogliamo che cada in pezzi.

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Donna, mamma, e lavoratrice precaria ( da 15 anni ) che ha visto nella maternità, nella relazione di coppia, nella precarietà sociale una strad infinita per crescere e guardare oltre il proprio confine personale. Nella sua vita si intersecano ogni giorno il racconto della storia di Modica e il racconto di fiabe per bambini, la cui fantasia, creatività, innocenza, grandezza va protetta ad ogni costo da una società, una scuola, una famiglia sempre più spesso distratta, impreparata, incapace di mettere al giusto posto le priorità.

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