Questione ambientale a Cava Gisana: nonostante le concessioni edilizie…

Con recente sentenza della Cassazione penale ( Sez. III, n.28344/2016 ) si è chiusa definitivamente la vicenda relativa all’esecuzione di due impianti, all’epoca in corso di esecuzione, entrambi regolarmente autorizzati nel 2004 dal Comune di Modica, in zone di particolare pregio del territorio di Modica e segnatamente un impianto per il trattamento della bio – massa, sito nella contrada Gisana ed un impianto per la costruzione di un Kartodromo, sito nella vicina contrada Zimmardo.Contro tali impianti ed i relativi provvedimenti autorizzatori del Comune di Modica, all’epoca insorsero numerosi residenti delle zone interessate, con esposti e denuncie, ottenendone il sequestro ed il rinvio a giudizio dei proprietari degli stessi dei Direttori dei lavori e di alcuni funzionari del Comune di Modica.Con sentenza depositata il 24 febbraio 2009, i proprietari degli impianti, e i tecnici  direttori dei lavori furono condannati per le violazioni edilizie loro contestate così come venne condannato per abuso di ufficio un funzionario del Comune di Modica. A seguito dell’appello degli imputati, la Corte di Appello di Catania, con sentenza del 29/giugno/2012, applicò la prescrizione agli imputati, atteso il tempo trascorso, confermando nel resto l’impugnata sentenza del Tribunale di Modica, in particolare , confermando le statuizioni civilistiche della sentenza di primo grado.Avverso tale sentenza della Corte di Appello di Catania, i titolari dell’impianto di bio – massa hanno proposto ricorso per cassazione, che è stato rigettato con la suindicata sentenza della S.C., che ha confermato le precedenti sentenze del Tribunale di Modica e della Corte di Appello di Catania.Il dato che mi preme sottolineare è che la Corte di Cassazione,  aderendo all’impostazione del Tribunale di Modica, ha confermato la responsabilità del committente, del proprietario e del Direttore dei lavori, nonostante il rilascio della concessione edilizia, sottolineando che lo stesso non basta a ritenere legittima un’opera edilizia, poiché il Giudice è tenuto a verificare la legittimità del titolo concessorio rilasciato. Da ciò consegue che , ove tale titolo sia illegittimo perchè rilasciato in violazione delle norme edilizie, il reato sussiste, anche, a prescindere dalla collusione tra pubblico amministratore e privato destinatario.Certo, tutto ciò è stato possibile per l’impegno di alcuni cittadini delle zone interessate , che si sono battuti fino in fondo e per i quali fino all’ultima istanza , abbiamo condotto una battaglia non semplice, lunga ed ostinata, ma che si è conclusa positivamente per quanti ci avevano sempre creduto. La lezione che se ne può trarre è che, in presenza di provvedimenti che si ritengono ingiusti, per non dire altro, della pubblica amministrazione, non basta lamentarsi, ma serve reagire per fare valere le proprie ragioni, ove effettivamente sussistenti.

di Antonio Borrometi

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