I Ragazzi di Pachino hanno vinto: “Voi mafiosi Giuliano non siete nessuno!”

I Ragazzi di Pachino hanno vinto, hanno fortemente voluto l’incontro di questa mattina e lo hanno ottenuto, dicendo ad un’unica voce che loro sono contro la mafia che, in città, ha nomi e cognomi: da Salvatore Giuliano fino al figlio Gabriele (perchè a processo con l’aggravante mafiosa) ed ai fratelli Aprile, da chi ha messo la bomba sotto la macchina dell’avvocato, fino a chi pensa di poter sparare in un locale pubblico rimanendo impunito.

In questi giorni c’è stato chi, nel clan Giuliano, ha tentato in ogni modo di far saltare la manifestazione con gli studenti del “Bartolo” minacciandomi pesantemente, ma grazie alla caparbietà del Rappresentante d’Istituto, Angelo Pantoni, del Dirigente, Antonio Boschetti, all’impegno delle Forze dell’Ordine, le minacce di chi arrogantemente pensava di comandare, hanno fallito.

Bellissimo il discorso di Angelo Pantoni sulla responsabilità di tutti contro la mafia, così come intense sono state le parole del Dirigente Boschetti.

Si è parlato d’amore questa mattina, facendo comprendere come chi delinque non ha nessun tipo d’amore verso la città.

Solo qualche giorno fa la Dia ha fatto lanciato l’allarme su Pachino (LEGGI ARTICOLO), appena qualche ora prima del tentato omicidio di un appartenente al gruppo di Giuliano, Giuseppe Aprile.

Meravigliosa l’immagine dei ragazzi che, con la propria coscienza, applaudivano a scena aperta quando snocciolavo i nomi dei malacarne, l’indignazione per le parole pubbliche di Gabriele Giuliano, già a processo per minacce di morte, tentata violenza privata aggravate dal metodo mafioso, stesse accuse contestate dalla Procura distrettuale Antimafia di Catania al padre, Salvatore Giuliano.

Lo stesso capomafia Giuliano che, appena pochi mesi fa, si era “risentito” con il Sindaco perché, in un incontro pubblico, non era stato salutato dal primo cittadino.

Ecco la dimostrazione: Salvatore Giuliano pensava che, essendo il capomafia, il Sindaco lo dovesse “omaggiare e salutare”. Ciò non è accaduto, il Sindaco Roberto Bruno non si è piegato ai voleri di Giuliano e Giuliano si è “risentito”.

Ed i ragazzi lo hanno capito, quando hanno riso di loro, di Giuliano, degli Aprile, dei Marcuotto. Si, perché questi “signori” sono quelli che quando vedono un poliziotto o un carabiniere, hanno una infinita paura.

Ed i ragazzi lo hanno capito e lo hanno urlato.

Così come hanno capito che, quella bomba messa all’avvocato Quattropani non può rimanere impunita.

Ho spiegato loro che quel distributore fosse gestito da Anna Corvo, moglie di Peppi Marcuotto e che gli stessi non accettavano che il distributore passasse di mano: così ecco la spedizione punitiva contro l’avvocato, guarda caso sponsorizzata sempre dagli Aprile (con i Vizzini).

Sì, perché gli Aprile sono il braccio armato, qualcuno un po’ ammaccato (lunga vita a Giuseppe Aprile, tutti speriamo si rimetta perché – prima o poi – lo aspetta una comoda cella!), del clan Giuliano a Pachino.

Emozionante vedere i ragazzi che si stropicciavano gli occhi quando ho spiegato loro le estorsioni che venivano fatte ai danni dei loro genitori, ed ancor più bello quando uno di loro al termine della manifestazione, mi ha avvicinato dicendomi che “avrebbe detto al proprio padre di non pagare”.

L’invito finale a non andare in attività commerciali assiduamente frequentate da mafiosi, come lo “scacco matto” del consigliere Salvatore Spataro, a fare consumo critico ed etico nei confronti de “La Fenice”, società agricola facente capo a Giuliano ed a Marcuotto (prossimamente un’inchiesta giornalistica “clamorosa” che riguarda la società), così come infinite risate hanno provocato ai ragazzi sentir ripetere le parole del consigliere Agricola sul problema di Pachino, le cacche dei cani (meno le minacce al collega consigliere). Lo stesso Agricola a processo con il consigliere Spataro, il capomafia Giuliano e l’ex Sindaco.

Importante la Relazione del Sindaco Roberto Bruno che ha fatto riferimento, fra l’altro, all’importanza dell’unione contro le mafie e che, ad una domanda finale mia, ha detto che i “voti di Spataro e di Agricola non mi piacciono, seppur con dei distinguo fra i due ma non mi piacciono”. Chissà come la prenderà Agricola, convinto oramai di esser determinante a comprendere che, davanti a tutti, il Sindaco Roberto Bruno abbia preso una decisione così netta e cruciale contro lui ed il collega Spataro.

I Ragazzi non hanno avuto paura dei nomi e dei cognomi, li hanno ascoltati e pronunciati con liberazione.

Sì, perché Pachino sono loro, sono i giovani, e non chi ha paura. Chi in questi giorni ha minacciato di fare chissà cosa ed oggi ha, con la coda di paglia, ammesso che il clan Giuliano è stato messo in ginocchio da tanti giovani senza paura.

Perchè la mafia è una montagna di merda, diceva Peppino Impastato ed oggi i nomi di quella montagna di merda, fanno puzza ma non paura!

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico “Tommaso Campailla” di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo.
“Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: “Passaggio a Sud Est”. Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l’Agenzia Giornalistica “AGI” ed altre testate giornalistiche”.

1 commento

  1. il bar all’interno del plesso di via fiume della scuola, di fatto è gestito dai fratelli Aprile!!!
    “L’invito finale a non andare in attività commerciali assiduamente frequentate da mafiosi, come lo “scacco matto” del consigliere Salvatore Spataro, a fare consumo critico” … contro le mafie ???

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