Ragusa capitale del riciclaggio

La provincia di Ragusa si conferma un’area particolarmente attiva nel possibile riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite. 361 operazioni finanziarie sospette nel 2017. Il 28,5% in più rispetto al 2016. 70 operazioni bancarie anomale ogni 100 mila abitanti.

Questi i numeri che il 30 Marzo scorso la UIF (Unità d’Informazione Finanziaria per l’Italia), l’autorità centrale antiriciclaggio istituita per decreto presso la Banca d’Italia, ha pubblicato nel suo ultimo bollettino. La ripartizione provinciale e il cartogramma, di seguito allegati, evidenziano come Ragusa sia prima in Sicilia e sia tra le provincie più attive in Italia.

Un primato che conferma la dinamicità dell’economia illegale e mafiosa di questa terra?

Chi è bene informato sull’argomento dice che questi dati, anche se significativi, sono piccola cosa. Il fenomeno è molto più ampio. Forse gli istituti finanziari non denunciano tutte le operazioni sospette? Una cosa è sicuramente certa: la provincia (ex) babba, il territorio provinciale più piccolo della Sicilia e tra i più piccoli dell’Italia, risulta essere tra le aree nazionalmente più attiva in questo tipo di operazioni. Un grande primato, non c’è che dire.
Ma da dove arrivano questi soldi da riciclare? Stiamo vivendo una crisi agricola che non ha precedenti, Il comparto delle costruzioni è bloccato, commercio e servizi sono in affanno. E’ fin troppo evidente come l’economia reale non abbia quella quantità di fondi neri da “salvaguardare” dalla rapacità del fisco. Chi conosce l’ambiente parla di certe compiacenze tra istituti bancari, insospettabili professionisti e soggetti economici che hanno un profilo criminale di tutto rispetto. Ma sono chiacchiere, solo chiacchiere. Rimane, però, da capire come si sia raggiunto e mantenuto questo primato. Misteri della finanza creativa?   MHA!!

 

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