Ragusa, il ricordo della Shoah al Liceo Curcio di Ispica con il Prefetto Cocuzza

Ieri mattina, nell’Aula Magna del Liceo “G.Curcio” di Ispica, alla presenza del Prefetto S.E. Filippina Cocuzza,  si è svolta la programmata manifestazione celebrativa del “Giorno della Memoria” per ricordare la tragedia dell’Olocausto e la persecuzione nazista durante la Seconda Guerra Mondiale.

            Alla cerimonia, organizzata dal citato Istituto scolastico sotto l’egida della Prefettura e della Società Ispicese di Storia Patria, hanno partecipato  i Sindaci dei Comuni della provincia, il Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, il Procuratore della Repubblica di Ragusa, i Vertici Provinciali delle Forze dell’Ordine, i rappresentanti delle locali Associazioni Combattentistiche e d’Arma nonchè un folto pubblico di studenti di altre Scuole di Istruzione Superiore dell’intera provincia, accompagnati dai rispettivi dirigenti scolastici. 

              La scelta di una istituzione scolastica, quest’anno individuata nel Comune di Ispica allo scopo di onorare un soldato ispicese, Pietro Gambuzza, alla cui memoria è stata consegnata ai familiari la “Medaglia d’Onore” conferita dal Presidente, è stata determinata – ancora una volta – dalla piena consapevolezza che i giovani devono essere i veri protagonisti e destinatari in tutte le occasioni di ricordo degli eventi della storia, proprio perché la memoria di accadimenti come quelli della  “Shoah” deve servire loro per comprendere appieno i valori ed i principi del rispetto della dignità umana e del rifiuto di ogni tipo di violenza e di sopraffazione.

             Il Prefetto nel suo breve intervento in apertura, infatti, nel sottolineare  la valenza della ricorrenza, ne ha ribadito l’importanza “anche perché ricordare è doveroso, come è altrettanto fondamentale passare il testimone del ricordo di quei tragici eventi alle giovani generazioni, che hanno il dovere, ancor prima del diritto, di conoscere le vicende orribili che costituirono una tristissima pagina della nostra storia”.

In proposito ha altresì posto l’accento sul significato della parola memoria intesa quale opportunità di crescita attraverso l’esperienza e, come tale, “non fine a se stessa, ma oggetto di condivisione e di dialogo e –  soprattutto – di riflessione e dibattito in modo che le coscienze, specie dei più giovani, possano maturare e respingere  con forza i rigurgiti antisemiti e razzisti di cui purtroppo la cronaca è ancora troppo ricca”.

L’evento ha fatto registrare momenti di grande emozione attraverso la proiezione di docu-reportage realizzati da alcuni studenti sull’esperienza del viaggio “Il treno della Memoria” , finalizzato a documentare la visita effettuata presso i campi di concentramento, la lettura di poesie e testimonianze  di storie di deportati iblei con commento del Presidente della Società Ispicese di Storia Patria.

          A margine della cerimonia, sulla base di una proposta sostenuta dalla Prefettura, finalizzata ad inserire il territorio ibleo nel circuito denominato “Memorie d’inciampo” mutuando il progetto delle Stolpersteine denominato appunto  “Pietre d’inciampo”, è stata sottoscritta da parte di tutti i Sindaci una Dichiarazione di Adesione volta a realizzare l’iniziativa nell’ambito del proprio territorio comunale, in raccordo con la Prefettura per l’acquisizione dei nominativi dei rispettivi concittadini deportati ed internati militari e civili nei lager nazisti durante l’ultimo conflitto mondiale,  già decorati delle previste medaglie d’Onore, e previe intese con i familiari interessati ad onorare in tal modo la memoria dei proprio congiunto.

In tale ottica, la collocazione delle “Pietre d’inciampo” in ciascun Comune, oltre ad  essere un elemento materiale inserito nel contesto urbanistico, costituirà per la comunità residente un “inciampo” soprattutto visivo e mentale, perché costringerà chi passa davanti a quella “pietra” a ricordare quanto accaduto in quel luogo e a quella data e a risvegliare la propria memoria su quei concittadini che hanno subìto la deportazione, la prigionia e la morte.

L’ampia e sentita partecipazione alla manifestazione, come evidenziato dal Prefetto a chiusura dell’evento, è stata una chiara testimonianza della sensibilità delle Istituzioni della provincia di Ragusa e della cittadinanza iblea per una ricorrenza che “vuole e deve essere un contributo alla memoria storica di un tragico periodo della storia, rappresentando  simbolicamente tutti i genocidi a cui, purtroppo, l’umanità ha dovuto e deve continuare ad assistere e, al contempo, un messaggio di pace contro tutte le guerre e un impulso a risolvere le crisi internazionali con il dialogo, la mediazione la negoziazione,  sempre nel massimo rispetto della dignità umana”.

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