Riceviamo e pubblichiamo da Roberto Di Paola, in relazione ad articoli pubblicati in precedenza

Sono Roberto di Paola nato a Vittoria il 18.10.1964. Il 08/02/2017, come da Lei riportato nel suo articolo dal titolo “ Vittoria, arrestato Roberto di Paola: Polizia prosegue ricerche di armi”, pubblicato nel Suo sito web www.la Spia.it,  venivo tratto in arresto. La notizia ha naturalmente prodotto un particolare clamore. 

Premesso che questo mio scritto non vuole essere un atto in polemica o peggio di accusa nei confronti di qualsiasi organo di stampa e tantomeno nei riguardi del Suo, ma piuttosto un chiarimento rispetto alle cose dette, Le chiedo di volere ospitare nel suo sito quanto qui di seguito mi accingo a riportare.

Tra la data dell’evento ed oggi sono intervenuti diversi atti giudiziari che hanno chiarito aspetti salienti della vicenda e che riflettono meglio l’immagine della mia persona rispetto a come fu presentata in quella terribile circostanza.

Desidero anzitutto evidenziare che i miei precedenti penali non sono quelli riportati nell’articolo sopra richiamato. 

In particolare quello che tengo a precisare è che non ho mai commesso il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso né quello di traffico di sostanze stupefacenti. Il primo non mi è stato mai contestato mentre dal  secondo sono stato  assolto “perché il fatto non sussiste” con Sentenza (allegato 1) del Tribunale Penale di Siracusa del 05/06/1998 divenuta irrevocabile nei miei confronti in data 22/10/1998. 

A seguito della ingiusta detenzione sofferta ho anche ottenuto il risarcimento del danno con provvedimento ord. N. 67/2000 della Corte di Appello di Catania – Terza Sezione Penale – divenuta irrevocabile  1l 18/09/00 (allegato 2). 

Tale precisazione per me è importante non solo a tutela dell’immagine della mia persona ma anche perché tali notizie hanno avuto delle refluenze negative sul lavoro e sull’ impresa che ebbe a fondare già mio padre e che è stata costruita mattone su mattone con sacrifici e senza scorciatoie. 

Anzi dai documenti qui allegati ai nn. 3 (verbale di denuncia sporta il 28 Marzo 2014)  e  4 (delibera Consap) , si evince che sono stato, in relazione all’attività d’impresa svolta, una vittima delle associazioni mafiose rispetto alle cui pressioni e tentativi di costrizione e taglieggiamento ho reagito scegliendo la via della collaborazione con lo Stato attraverso le sue istituzioni.

In realtà anche nel 2017 era chiaro alle Forze dell’Ordine che non avevo riportato nessuna condanna per i reati di associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti come documenta la visura n. 15365/2017/R (allegato 5) eseguita presso la Banca dati del Sistema informativo del Casellario del Ministero della Giustizia.

Dalle accuse per le quali si procedette al mio arresto l’8 Febbraio 2017 sono stato prosciolto già in sede di indagini preliminari con provvedimento del GIP del 26 Agosto 2017 (allegato 8). Con ordinanza della Corte di Appello – Sezione Prima Penale – n.  49/2021 (allegato 9) sono stato risarcito per la ingiusta detenzione sofferta. In quest’ultima ordinanza, appena richiamata, in particolare  si legge  “ ………… fanno scemare ………………., attesa l’assenza di precedenti penali, fatta eccezione di un delitto di lesioni, commesso nel lontanissimo 5 Novembre 1989 e una contravvenzione. ………………”   

Quindi è stato riconosciuto dall’Autorità Giudiziaria Penale l’infondatezza delle informazioni fornite sulla mia persona. Le chiedo quindi di accogliere nel suo sito questo mio scritto anche per darmi la possibilità di replica a delle notizie smentite non solo da me nell’immediatezza dei fatti ma anche dai successivi provvedimenti giurisdizionali.  

Roberto Di Paola

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