Riflessioni ai margini del ‘Paradise’ 2016

Ho visto su facebook il video con il quale Marcel Cordeiro ha detto addio a Welcome to Paradise. Nelle amare parole del nostro amico brasiliano ho notato un ragionamento ampio e condivisibile sulla mancata trasformazione dell’esperimento Paradise in evento fisso, strutturato e sopratutto organizzato.

Cordeiro ha più volte ripetuto che “in questi 6 anni” è “mancato il dialogo” e ha chiaramente rifiutato l’idea di ridurre l’organizzazione dell’evento allo stretto arco temporale della “primavera”, con ciò significando chiaramente la necessità di un percorso di elaborazione che inizia all’indomani della fine di un’edizione per concludersi con l’inizio dell’edizione immediatamente successiva, in un processo dotato di ciclicità e continuità.

Nell’impossibilità di rintracciare questo “dialogo” (parola non a caso ribadita dall’artista) e l’indispensabile percorso organizzativo che ne consegue, la scelta del suo ideatore è stata inevitabilmente quella di “scendere” dalla “navicella” e augurare buona fortuna a tutti.

Sono rimasto amareggiato da questo fatto e mi sono posto alcune domande alle quali, purtroppo, mi è stata data immediata risposta.

Mi è bastato leggere un commento firmato Ignazio Abbate, infatti, per comprendere tutto.

Inciampando nel proverbiale detto romano “excusatio non petita accusatio manifesta”, il Sindaco si è profuso in una delirante autogiustificazione rispetto ad inesistenti accuse del Cordeiro, facendo emergere in modo assai chiaro che la “mela della discordia” è stato il mancato supporto del Comune nella realizzazione dell’evento ed in particolar modo nella realizzazione della navicella spaziale che, come il Cristo del Corcovado di un paio di anni fa, avrebbe  simboleggiato questa edizione della rassegna d’arte contemporanea e rappresentato un momento di grande visibilità, anche turistica, per la città di Modica.

Evidentemente per realizzare quest’opera lo sforzo dei soli volontari non bastava e il contributo dell’ente, in un arco temporale adeguato, era indispensabile.

Evidentemente, facendo un confronto tra le parole del Cordeiro e quelle di Abbate, detto contributo è mancato. Anzi, è emerso in modo chiaro che anche in questa occasione, come già accaduto in passato, la giunta ha negato platealmente gli impegni assunti, dimostrando una volta di più, se ancora ce ne fosse bisogno, che per questo Sindaco e per i suoi assessori la parola data “vale quanto l’asso di bastoni quanto la briscola è a spade”.

Ma non è tutto, perché il primo cittadino ha anche immotivatamente polemizzato contro il fondatore del Paradise, accusandolo di volere danneggiare la sua immagine elettorale, nonostante l’artista non abbia mai abbia speso una parola contro di lui (si può vedere il video per averne conferma).

Mi lascia impressionato come questo Sindaco sia ossessionato dall’idea dei complotti e li veda ovunque, senza porsi mai la domanda se è lui a sbagliare. No! Sono sempre gli altri i cattivi, perché agiscono alle sue spalle per colpirlo a tradimento.

Tale comportamento manifesta un’evidente mania di persecuzione che solo un atteggiamento patologicamente narcisistico può determinare.

E si badi bene, un simile connotato non dovrebbe mai risiedere nel carattere di un politico.

Ancor più sconcertante, poi, mi è parsa la reazione dei soliti pretoriani, alcuni dei quali dovrebbero rappresentare l’intellighenzia cittadina, i quali, invece, hanno immediatamente colto l’occasione per manifestare pubblicamente il loro ennesimo atto di subordinazione al Sindaco, assumendo nei confronti del Cordeiro (il quale però ha saputo rispondere per le rime mettendoli subito a tacere) una non richiesta posizione critica.

Insomma, allo sfogo di Cordeiro, sofferto ma mai sopra le righe, composto, equilibrato e soprattutto educato, è seguita una sguaiata, infantile e imbarazzante replica di un Sindaco sempre più caricatura di se stesso.

Questo è il prodotto di un vento “alieno” (per rimanere in tema) calato su Modica con tutto il suo carico polveroso di cerchi magici e uso impolitico delle funzioni amministrative, nella costruzione scientifica di una rete di corrispondenze elettorali dalla quale deve essere escluso chiunque non sia in grado di oliare, a beneficio dell’uno solo e uno solo, i complessi ingranaggi del consenso popolre.

Un vento erosivo e logorante che sta opprimendo, come un enfisema, il respiro più vivace e vitale della città.

A Marcel Cordeiro non posso fare altro che chiedere di ripensarci, perché il Paradise è un progetto importante per la cultura cittadina, un momento di confronto con l’arte contemporanea altrimenti impensabile per un luogo come Modica, così lontano dai centri di elaborazione artistica del nostro tempo.

Il mondo di oggi è piccolissimo ma, a volte, per colpa di alcuni uomini le sue dimensioni assumono proporzioni incolmabili…

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