Rita Atria, la “picciridda” di Paolo Borsellino

Piccola “picciridda” come la chiamava “zio Paolo”, ovvero il dottor Borsellino.

Lei, Rita Atria, aveva soltanto 17 anni ed aveva affidato la sua vita a Lui, al dottor Borsellino. Non riuscì a reggere la notizia della strage di via D’Amelio e ne fu la settima vittima.

Rita aveva stravolto la sua vita, con il coraggio di dire no alla mafia. Mi piace ricordarla con le sue parole:

“Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare. Forse, se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo”.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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