Salvatore Calleri (Fondazione Caponnetto): “la Sicilia, la mafia e Crocetta…”

In Sicilia è sempre più caos sul caso politico. Abbiamo chiesto una intervista al Presidente della Fondazione Caponnetto, Salvatore Calleri.

D: Che confine c’è, oggi più che mai, fra mafia ed antimafia?

R: Innanzitutto non ci può essere un confine tra mafia ed antimafia. Sono due opposti. L’antimafia sociale nasce per combattere la mafia da subito anticipando le istituzioni. Un libro da leggere molto bello è la storia del movimento antimafia di Umberto Santino.

Parificare la mafia all’antimafia fa parte di quella strategia di delegittimazione che la mafia persegue da un po’ di tempo.

Se qualcuno della antimafia commmette errori è giusto che paghi. Ma devono essere errori veri, non costruiti.

Mi sembra poi che stiamo assistendo ad un movimento antimafia che soffre di isteria mediatica e che ad ogni venticello calunnioso nei confronti di un proprio esponente tende subito a scaricarlo invece che a fermarsi per capire. Non tutto il movimento antimafia per fortuna è caduto nel tranello.

È da 3 anni che il movimento antimafia è sotto attacco.

Inoltre mi permetto di aggiungere una cosa… Quando gli errori sono veri e la mafia si era davvero infiltrata nell’antimafia il clamore mediatico rimane straordinariamente basso. Mi riferisco al coinvolgimento dei due magistrati un paio di anni fa che aiutavano la ‘ndrangheta e partecipavano ai convegni, assegnavano beni confiscati ai mafiosi ed a una organizzazione antimafia importante. Firmavano anche petizioni.

Ossia le parificazioni tra mafia ed antimafia le fanno solo per colpire l’antimafia vera, mai la finta.

D: Come vede la “questione dell’intercettazione Crocetta-Tutino” sulla Borsellino?

R: Qui va detta subito una cosa: la frase il presidente Crocetta a prescindere da tutto non l’ha detta lui. Si discute di un qualcosa che probabilmente non esiste e su una frase eventualmente detta da Tutino alla quale è seguito il silenzio. E guarda caso la  intercettazione presunta del 2013 doveva uscire 2 giorni prima del 19 luglio. Una coincidenza? No. Una delegittimazione mirata a colpire il presidente.

Crocetta lo hanno messo al centro di una tempesta perfetta per distruggerlo. Da quando ha vinto le elezioni è stato un un continuo susseguiirsi di attacchi personali e politici. Il tutto avviene perchè è un destrutturante del fenomeno mafioso ma non solo.

D: Crede all’Espresso o alla Procura di Palermo?

R: Io sono attento ai fatti. Da un lato abbiamo uno dei giornalisti licenziati da Crocetta che se non sbaglio lavorava con Lombardo che ha detto di aver sentito un audio di Tutino che diceva a Crocetta che la Borsellino doveva fare la fine di suo padre. Quindi un qualcosa non ufficiale. Dall’altro una Procura che interviene ben 2 volte per dire che in tutti gli atti non c’è traccia di una intercettazione di tal tipo. Quindi mi sembra chiaro che non credo all’Espresso. Inoltre vorrei sapere da chi il giornalista ha avuto il tutto.

D: Ma il Presidente Crocetta ha difeso la Borsellino in passato?

R: Sempre. Quando ha subito l’attacco da parte della Lorenzin è stato l’unico a difenderla. In un isolamento improvviso in cui la Borsellino si era venuta a trovare lui la proteggeva scontrandosi con il governo nazionale. Basta fare una ricerca su internet per trovare la reazione di Crocetta.

D: Cosa è accaduto realmente, secondo Lei?

R: Ritengo che a mio avviso nei continui attacchi ci sia una evidente manovra di isolamento ed abbattimento di Crocetta da parte di interessi trasversali e covergenti. Io non sono un complottista e non lo sarò mai. Come non sono un signorsì di Crocetta che parla perchè stravede per lui. Sono sì suo amico ma non un signorsì. Le differenze tra noi sono tante. Quindi il mio non è un discorso da fan cieco, ma da chi è abituato alle analisi e da chi conosce la triste storia siciliana fatta di depistaggi, isolamenti e stragi. Si sente l’odore di qualche uomo delle istituzioni infedele che ha messo su un finto dossier.

È molto facile costruire un dossier falso di questi tempi. Tempi social in cui manca la freddezza antimafia.

D: Cosa accadrà, secondo Lei, il Presidente Crocetta mollerà o rilancerà la sua azione?

R: Il presidente deve rilanciare la sua azione anche se ciò sarà faticoso. Deve continuare la destrutturazione degli interessi mafiosi e non. Non deve lasciare vincere i depistaggi.

Tra l’altro su qtsicilia.it è uscita una notizia dalla quale emerge il piano di cosa nostra di farlo fuori in modo anomalo.

Mi fa degli esempi di destrutturazione?

Nel 2012 ha messo mano all’annosa questione della formazione.

Nel 2013 si occupa del CAS e di appalti truccati.

Nel 2013 di nuovo la formazione dove viene alla luce il sisteme di comunicazione in cui venivano versati molti fondi non dovuti. È il c.d. caso Giacchetto.

Nel 2013 mette mano a quanto avviene alla Sicilia e Servizi.

Nel 2013 denuncia quanto succede all’Irfis.

Nel 2013 denuncia la mafia dei terreni che riguarda l’Esa.

Nel 2013 denuncia quanto trovato nella ente riscossione. Così pure successivamente ritorna sul punto.

A fine 2013 mette mano allo scandalo delle polizze assicurative della sanità.

Nel 2014 si occupa dello scandalo Pip che non avevano i requisiti.

Nel 2014 si occupa dei parchi.

Nel 2014 mette mano al sistema degli appalti nei farmaci.

Nel 2014 inizia a toccare le società partecipate.

Nel 2015 si accorge che nella svendita del patrimonio immobiliare c’è dietro probabilmente una sorta di associazione a delinquere.

Aggiungo che poi con Crocetta si sia definitivamente bloccato il piano previsto con i termovalorizzatori del 2002.

Nel complesso sono stati smantellati affari da miliardi di euro.

Me ne sto dimenticando qualcuna, ma come esempi di destrutturazione mi sembra bastino.

Gli interessi toccati sono tanti e trasversali. Le minacce di morte ricevute per ciò sono numerose.

Allora io dico, Crocetta a volte sbaglia, può non piacere e pure non sempre le persone che sceglie si rivelano adatte, ma dove lo si trova un Presidente della Regione Siciliana che ha fatto un’operazione come lui contro il malaffare? Sulla Luna, forse.

Ringraziamo il Presidente della Fondazione Caponnetto, Salvatore Calleri, per il tempo che ci ha concesso.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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