Sanremo, non sono solo canzonette: musica, moda e modicanità sul palco

Per un primo giudizio sulla 65° edizione del Festival di Sanremo non bisogna attendere la seconda serata. La prima, andata in onda martedì 10 febbraio, ha già fornito un buon numero di indizi. Dimenticate le vallette, il presentatore Rai Carlo Conti, conduttore della serata, quest’anno è affiancato da due cantanti, Emma Marrone e Rosalba Pippa, in arte Arisa, che –ironia della sorte- con le loro voci in netto contrasto con i look sfoggiati, non hanno convinto la platea né tanto meno lo spietato popolo del web.

Ma il “Festivàl” quest’anno parla siciliano, anzi modicano, e questo importa. Niente influenze dialettali, solo buone congetture astrali. E due astri calcano il palco: uno è Giovanni Caccamo, il talentuoso cantante modicano che si esibirà giovedì sera, nella sezione Giovani; l’altro è Daniele Carlotta, stimatissimo designer siciliano balzato alla cronaca per aver cucito l’abito da sposa di Belen, di cui non apprezziamo la presenza dal vivo ma la sua delicata mano sartoriale.

Tanti buoni motivi dunque per non perdere nemmeno un’uscita o meglio un outfit. Arisa ha scelto Carlotta che ha realizzato in esclusiva per lei 15 outfits. Gli abiti disegnati per la cantante che ha raggiunto il successo proprio a Sanremo trionfando nel 2009 con Sincerità, sono stati tutti realizzati a mano tra la storica sartoria siciliana e la nuova Maison di Milano dello stilista. Il leit motiv è la sensualità delle silhouette che valorizza il corpo senza costrizioni. Contrasti tra maschile e femminile, linee fluide e strutturate, impalpabili chiffon di seta come a voler attenuare l’austerità del satin di lana, allure retro’ e un approccio couture contemporaneo.

Se già alla prima uscita Emma in bianco ha deluso i telespettatori, ci ha pensato Arisa in un elegante abito da sera rosso fiammante a lasciare tutti senza fiato. Una creazione da passerella che si presta ad essere indossata con naturalezza, se non fosse per la disinvoltura che l’algida e altera cantante ha perso già sulla scalinata, visibilmente impacciata prima alle prese con uno strascico oltremodo lungo; impacciata poi durante la conduzione per la mancanza, dicono i più, di un indumento intimo necessario se si vuole sfidare la gravità.

A sorpresa, sul palco, anche una terza bellezza: la Rocìo -al secolo la fidanzata chiacchierata di Bova. La bella spagnola si è presentata all’Ariston con tre vestiti eccessivamente stereotipati, molto belli, per carità, ma tra balze e tulle si sono rivelati perfetti per uno spettacolo di flamenco o per la Feria de Abril, piuttosto che per la kermesse sonora italiana per eccellenza.

Il secondo abito sfoggiato da Arisa è piaciuto; una mise di grande appeal, niente di banale anzi, a voler enfatizzare la forte personalità della conduttrice che però non è risultata particolarmente amata dal pubblico perché forse non ancora totalmente nei panni (psicologici) del ruolo da interpretare.

In attesa della seconda serata e di nuove pagelle, sappiate che gli abiti che vedremo sul palco dell’Ariston anticipano il mood della nuova collezione autunno-inverno di Daniele Carlotta, che verrà presentata alla prossima edizione di Milano Collezioni Donna.

E ricordate, se ieri sera ci siamo rifatti gli occhi, oggi vai con le orecchie, in attesa di giovedì sera quando sul divano, gruppi di ascolto ben vengano, l’obiettivo sarà  uno solo: tifare all’unisono Giovanni Caccamo, l’orgoglio sicilian- popolare il cui passato si intreccia con quello di tanti ragazzi che dopo il liceo lasciano la propria piccola città per raggiungere la metropoli per studiare; poi qualcosa accade. Ma questa è un’altra storia, di cui parleremo più avanti.

 

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Trenta gli anni compiuti, ma più di venti quelli che segnano la sua passione per la scrittura. Nata a Modica, cresciuta a Rosolini, espatriata per studio, assetata di sapere. Dopo un peregrinare tra Bologna, Bruxelles e Parigi e una laurea in lingue, è tornata in Sicilia per scommettere sul Sud. Freelance per un sito di salute e benessere, cura delle rubriche per un quindicinale siciliano, da poco imprenditrice di una start up sul turismo, e nel cassetto tra bracciali e appunti vari, ha un sogno, un libro. Nell’attesa dell’ispirazione e del parto creativo, segue la moda e le tendenze, si è abilitata all’insegnamento e si dedica al suo quadrupede, un bassotto, che porta il nome di una rivista, Elle, e a una gattina randagia che è più civile di molti uomini, la Ragatta. Fondamentalmente odia le saghe, le seghe mentali e le trilogie. Guarda pochi film perché, vivendo il territorio, si è resa conto che di registi in giro ce ne stanno tanti. Troppi.

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